Il vaccino, i due turchi, i migranti

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Le grandi speranze sul fronte Coronavirus vengono solo dal vaccino e tanto in questi giorni se ne sta discutendo. La storia piu’ bella che oggi proponiamo ai nostri amati lettori e’ proprio quella sul vaccino in dirittura d’arrivo, che ha per protagonisti non due pettinati scienziati americani o inglesi o cinesi o russi ma due turchi. 

 Si’, due turchi, due figli di migranti per necessita’, cioe’ di chi lotta per avere una vita migliore per se’ e i loro cari. Una storia emblematica che dovrebbe a molti insegnare qualcosa, giusto nelle ore in cui abbiamo ancora negli occhi (almeno si spera!) le immagini del piccolo di sei mesi scomparso in mare mentre cercava di raggiungere l’Europa.

Dunque: Uğur Şahin lesse un articolo scientifico su un’epidemia nella città cinese di Wuhan causata da un nuovo coronavirus. Era gennaio 2020 e con le prime informazioni dalla Cina iniziavano anche a circolare le preoccupazioni sulla possibilità che il virus potesse diffondersi nel resto del mondo, causando una pandemia. Şahin ne discusse con la moglie, ÖzlemTüreci, e con i loro collaboratori decisero di dedicarebuona parte delle risorse della loro azienda di biotecnologie in Germania, BioNTech, alla ricerca di un vaccino di nuova generazione contro quel virus.

A distanza di circa dieci mesi, il frutto dei loro sforzi e di centinaia di altri ricercatori è un vaccino sperimentale che si è da poco rivelato più efficace del previsto contro il coronavirus. Anche se serviranno ulteriori conferme, è merito del loro lavoro se oggi ricercatori ed esperti sono più ottimisti sulla possibilità di prevenire la COVID-19 in un futuro che appare sempre meno lontano.

Şahin dalla Turchia alla Germania


Şahin ha 55 anni ed è originario di Alessandretta, una città nella Turchia meridionale e importante porto del Mediterraneo. Alla fine degli anni ‘60, la sua famiglia emigrò in Germania alla ricerca di maggiori opportunità economiche. Il padre di Şahin trovò lavoro in una fabbrica di automobili di Colonia, mentre il figlio proseguì gli studi mantenendo l’obiettivo che si era prefissato fin da piccolo: diventare medico.

Ottenuta la laurea in medicina, Şahin lavorò negli ospedali di Colonia e si trasferì poi a Homburg, nel sud-ovest della Germania, dove conobbe la persona che un giorno avrebbe sposato: Özlem Türeci. Lei e’ nata nella Bassa Sassonia da una famiglia turca, Türeci studiava medicina e aveva dimostrato un particolare interesse per l’immunologia.

Divenne presto evidente che la loro comune passione sarebbe stata la ricerca medica: come raccontò in un’intervista la stessa Türeci, nel giorno del loro matrimonio nel 2002 trovarono comunque del tempo da trascorrere in laboratorio, per portare avanti le loro sperimentazioni. Dai loro studi, e dalla capacità di attirare investitori e soci, sarebbe poi nata BioNTech, azienda di biotecnologie dedicata a espandere le ricerche per sfruttare le risorse del sistema immunitario contro i tumori.

In questi anni, il lavoro di Şahin, Türeci e dei loro collaboratori si è concentrato sull’RNA messaggero (mRNA), la molecola che si occupa di codificare e portare le istruzioni contenute nel DNA per produrre proteine. L’azienda si è specializzata nella produzione di forme sintetiche di mRNA – quindi create in laboratorio – che il sistema immunitario impara a riconoscere e a contrastare. Queste proteine possono essere tipiche di alcune cellule tumorali, oppure di agenti esterni come virus e batteri.

Quando vennero a conoscenza del nuovo coronavirus a inizio anno, Şahin e Türeci pensarono di sfruttare le conoscenze acquisite nel settore per ideare un vaccino di nuova generazione, basato sull’mRNA. Assegnarono circa 500 dipendenti di BioNTech a questa iniziativa, chiamata con una certa ambizione “Velocità della luce”, per segnalare la necessità di trovare in fretta una soluzione.

La ricerca era però solo una parte del piano: occorrevano maggiori risorse e soprattutto aziende che avessero la capacità di produrre in poco tempo decine di milioni di dosi del vaccino, nel caso in cui si fosse rivelato efficace. Già a marzo, BioNTech strinse un accordo con la multinazionale del farmaco statunitense Pfizer per collaborare allo sviluppo del vaccino sperimentale. 

E proprio Pfizer ha annunciato i primi dati sull’andamento dell’ultima fase (su 3) della sperimentazione del vaccino, che è ancora in corso, segnalando di avere ottenuto un’efficacia superiore alle aspettative. La notizia è stata accolta con soddisfazione da Şahin e Türeci, con le azioni della loro azienda che in un solo giorno hanno aumentato il loro valore in borsa del 14 per cento circa. 

 I due imprenditori figli di migranti turchi sono tra le cento persone più ricche in Germania e si stima che BioNTech abbia ormai un valore di mercato intorno ai 21 miliardi di dollari, oltre 16 miliardi di dollari in più rispetto a un anno fa. La fase finale di test clinici è ancora in corso e saranno necessari alcuni mesi prima che sia completata. Pfizer potrebbe intanto richiedere alle autorità sanitarie di anticipare l’approvazione, avviando la distribuzione di almeno 50 milioni di dosi entro fine anno, mentre nel 2021 potrebbe produrne e distribuirne 1,3 miliardi.

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