“Gli uomini nuovi” di Maira Marzioni racconta l’accoglienza

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Con i versi della poetessa Maira Marzioni e gli scatti di più autori, Gli uomini nuovi, edito da AnimaMundi Edizioni, racconta con un linguaggio intimo, “di prossimità” la quotidianità di un gruppo di cittadini italiani e stranieri richiedenti asilo in una provincia del Sud Italia, l’incontro entro i margini di un progetto di accoglienza che diviene un’esperienza di autentica e radicale scoperta. 

I testi e le immagini che compongono il lavoro sono tratti dalla rubrica “Quotidiane Epifanie”, pubblicata nel 2017 sui canali social dell’Associazione Philos Multiculturale di Martano, per la quale Maira ha lavorato come insegnante d’italiano per stranieri, e Chiara Amato e Federica Fattizzo, autrici della maggior parte delle immagini, come operatrici in diversi centri. 

Come un poema del quotidiano, il libro racconta le vite dei giovani ospiti del progetto, gli “uomini nuovi” animati dalla forza sotterranea del loro vissuto, segue la loro presenza nello spazio pubblico e, con loro, ne rivendica la piena legittimità, si fa traccia testimoniale del loro passaggio traducendone le attese, le speranze e i sogni. 

A scatenare l’intuizione, che letteralmente significa “osservare dentro”, è in maniera eloquente qualcosa che viene da fuori, quella neve meridiana che per l’autrice squarcia il velo di una dimensione esistenziale ovattata, in cui spesso lo sguardo, in difetto di sensibilità, non si sofferma mai sugli invisibili. In questa raccolta poetica accompagnata da scatti in bianco e nero, invece, freme un’urgenza: rendere manifesti i racconti di quegli uomini nuovi che ricordano, come un Epifanio di pasoliniana memoria, che non c’è occasione sprecata, non c’è ritardo o appuntamento mancato, perché dietro a ogni cometa si nasconde sempre e comunque una rivelazione, un’opportunità per riscoprirsi nel percorso verso l’altro, specchio e riflesso di noi stessi. Un viaggio a tappe attraverso i volti, le mani, i passi, le quotidianità dei ragazzi ospiti di alcuni centri d’accoglienza nella provincia di Lecce, visti con gli occhi di Federica Fattizzo e Chiara Amato e delle altre operatrici dell’Associazione Philos Multiculturale, dei ragazzi stessi e della fotografa Clara Zanoni, e fermati in una poesia immediata e sincera, delicata e allo stesso tempo piena, dall’autrice Maira Marzioni, loro insegnante di italiano. Un dialogo a più voci in cui parole e immagini si fondono e insieme ispirano un’umanità rinnovata in cui l’identità personale diviene collettiva. Nessuna progettualità aprioristica, solo il privilegio di riuscire a cogliere, nella realtà di tutti i giorni, l’epifania, l’illuminazione folgorante; e la disarmante gentilezza di volerla regalare anche al lettore.

«Intorno a noi montava un “racconto” dei migranti falsato dalla propaganda razzista, che iniziava a serpeggiare anche tra le persone comuni dei paesi di questo Sud. Dall’impotenza di fronte a una narrazione mediatica massiccia e pervasiva è nata la necessità, il dovere, di rispondere con spaccati di realtà, frammenti di verità. Ho avuto l’idea di una rubrica settimanale dal titolo “Quotidiane Epifanie”, nata dalla consapevolezza che molti dei ragazzi, non tutti, sarebbero stati “di passaggio”, e qualcosa del loro attraversare i luoghi di questo Sud andava fermato, raccolto, ma anche dalla continua scoperta nella relazione con i miei studenti, ogni giorno portatrice di cambiamento. 

Quello che m’interessava era documentare “dal di dentro”, un racconto di prossimità, che nascesse dall’attraversamento in carne, mente e ossa, per arrivare a una “cronaca minima e densa” delle relazioni complesse e significative tra noi e “gli altri”. Nel corso delle settimane altre persone hanno dato un contributo fotografico alla rubrica: i ragazzi stessi, le altre operatrici, la fotografa Clara Zanoni. 

La rotta ci è stata in qualche modo dettata dal libro più necessario uscito in Italia sul tema delle migrazioni, La frontiera di Alessandro Leogrande. Da tutto questo tessere incessante, che è poi la natura della vita stessa e la cosa più importante che ho imparato, è nato questo volume». (Maira Marzioni)

L’autrice

Maira Marzioni, classe 1980, è marchigiana ma da dieci anni vive nel Salento, dove svolge la professione di insegnante di italiano per stranieri. Ha scritto prevalentemente di terra e persone, raccontando quei pezzi di realtà che introducono la differenza nell’omologazione, le variabili nel pensiero unico, l’altrove nel qui. Tra i suoi testi: Storie terragne, cibo e storie di enodissidenti e gastroribelli (2012, Libere Edizioni In alto a Sinistra), Fimmine, fimmine, il teatro della vita (2014, Spagine Edizioni), Sempre stata, un mese ad Aliano(2014, autoprodotto), Potevamo essere vivi, tentativi imperfetti d’amore (2018, performance per voce e violino).

AnimaMundi nasce nel 2003 come casa editrice ed etichetta discografica, a cui si affianca una piccola e tenace libreria affacciata sul mare Adriatico nel cuore di Otranto. AnimaMundi è presto divenuta un punto di riferimento della musica di riproposta della tradizione salentina, pubblicando diversi album tra i più significativi degli ultimi anni. Come casa editrice ha accolto una ricca rosa di autori impegnati sui temi del rapporto poetico con il mondo, tra cui Franco Arminio, Gianluigi Gherzi, Chandra Livia Candiani, dei valori dell’umanità, dell’ecologia, del rispetto della bellezza, del patrimonio segreto dei territori, in un lungo percorso editoriale inaugurato con la pubblicazione in italiano dei libri dello scrittore e poeta francese Christian Bobin.