Giornata mondiale del Rifugiato, dodici anni dopo ancora tanto da fare

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Giornata mondiale del Rifugiato

E’ la Giornata mondiale del Rifugiato, voluta dall’assemblea generale dell’Onu, con una risoluzione adottata all’unanimità, per riaffermare i valori sui quali sono basati gli accordi internazionali in materia di protezione dei rifugiati. La giornata, riconosciuta a livello universale, costituisce un sostegno agli sforzi che l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), le Ong e le altre organizzazioni impegnate nel settore compiono congiuntamente per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sofferenze dei rifugiati.
Dal 2001, dunque, il 20 giugno è la data scelta per accendere i riflettori sui rifugiati. La data non è casuale, infatti è stata scelta perché coincidente con la data in cui si celebra la Giornata africana del rifugiato.
“Questa Giornata ci offre l’opportunità di riconoscere lo straordinario coraggio e il contributo dei rifugiati, – affermava Kofi Annan, durante la prima Giornata mondiale – quelli di oggi come quelli del passato, che continuano a perseverare nonostante abbiano perso tutto, tranne la speranza.
I rifugiati sono i grandi sopravvissuti dei nostri tempi. Molti di loro superano grandi avversità durante gli anni di esilio, per poi, finalmente, ritornare a casa e devono crearsi una nuova vita in terre straniere. Tutti loro meritano il nostro incoraggiamento, sostegno e rispetto.
Purtroppo, in un’epoca di prosperità senza precedenti per alcuni, i rifugiati sono consapevoli che la soglia dell’accoglienza si sta restringendo. Le nazioni che una volta aprivano le porti ai rifugiati, ora la chiudono; mentre i Paesi poveri, che non potrebbero permetterselo, si fanno carico di un sempre più grande fardello. Abbiamo il dovere morale di assistere i rifugiati. L’esperienza ci dimostra inoltre che, dal punto di vista economico e culturale, essi creano più ricchezza di quanta ne consumino. Molti rifugiati sono persone di notevole creatività, che portano con sé una grande reputazione o la conquistano nei Paesi di adozione.
L’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, con sede a Ginevra, si occupa di più di 20 milioni di rifugiati e di altre persone bisognose nel mondo. Oggi è la loro giornata ma è anche la nostra opportunità per aiutarli a costruire un futuro migliore”.
Sono passati dodici anni da quel giorno e tanti passi avanti sono stati fatti per garantire diritti e dignità questi uomini in fuga dai loro paesi. Ma ancora tanto lavoro c’è da fare come ci ricordano gli oltre 100 rifugiati politici che hanno manifestato davanti alla questura di Firenze. Hanno chiesto più velocità nel rilascio dei permessi di soggiorno e la residenza. Sono somali, sudanesi, eritrei ed etiopi. La maggior parte di loro vive nella palazzina occupata di via Slataper, quella in cui si è suicidato il giovane Mohamut Mohamed Guled. Alcuni di loro durante la protesta avevano la sua foto in mano e sugli striscioni una denuncia forte: “Siamo scappati dalla guerra ma non per morire di indifferenza”. 

Scritto da redazione