E’ Id al Fitr e le strade si colorano di musulmani in preghiera

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ramadan centocelle
Foto FB Pagina Centocelle

E’ Id al-Fitr, la Festa della Rottura del Digiuno che segna la fine del mese sacro per i musulmani. Dopo un mese di digiuno, preghiera e penitenza, di Ramadan dell’anno 1441 dell’egira, ecco che i fedeli di Maometto, l’uomo che tutti i musulmani riconoscono loro profeta, oggi festeggiano. Ma in tempo di Pandemia, così come è stato per tutto il mese di Ramadan, non è possibile pregare nelle moschee rimaste chiuse per evitare i contagi. È quanto si legge in un comunicato del Centro Islamico Culturale d’Italia, a firma del Segretario Generale, Abdellah Redouane, che, nel trasmettere gli auguri a tutti i musulmani per la Festa della Rottura del Digiuno, ha ricordato a tutti i fedeli che, nella situazione attuale, per ragioni precauzionali, il Consiglio di Amministrazione del Centro Islamico Culturale d’Italia ha disposto che la Grande Moschea rimarrà chiusa sino a data da destinarsi.

Il Centro Islamico Culturale d’Italia, nel raccomandare a tutti i musulmani di continuare a rispettare, anche in questa nuova fase, le disposizioni di legge in materia di contenimento del Covid-19, che continuano a vietare gli assembramenti, ricorda che è possibile compiere la preghiera della Festa della Rottura del Digiuno anche presso la propria abitazione, insieme con i conviventi.

Eppure malgrado le raccomandazioni dell’Imam ecco che in molte città italiane i fedeli hanno deciso di pregare insieme, seppur rispettando le distanze di sicurezza.

Così nel quartiere romano di Tor Pignattara, da tempo ormai diventato cuore pulsante di una Roma multietnica, in tanti si sono ritrovati a Largo Preneste. Qui uomini, donne e bambini hanno fatto la fila, indossando la mascheria e dopo che l’addetto alla sicurezza ha misurato la temperatura corporea hanno srotolato i loro tappeti, su spazi allestiti appositamente. Il Colombario romano del II secolo delimitato con strutture a crociera in ferro, circondato da tappeto verde erboso, fa da sfondo ai tanti musulmani riuniti in preghiera. E’ festa e si sono ritrovati in strada per prgeare anche a Centocelle, tra le proteste degli abitanti del quartiere. 

A Torino, invece dei 17 “angoli di culto” presenti in città, solo la moschea Dar el Salam di via La Salle ha aperto le sue porte, dalle 7 in poi e per tutta la mattinata. Ma l’ingresso è stato contingentato, le distanze garantite sia in coda che nel momento della preghiera.

A Milano la vera festa è rimandata a venerdì prossimo, quando gli islamici si riuniranno per pregare al campo di calcio di via Padova 118, vicino alla Casa della cultura musulmana guidata da Asfa Mahmoud, che ha chiesto al Comune un luogo dove fare una celebrazione all’aperto.

Gli esperti religiosi del Centro Islamico della Grande Moschea di Roma hanno potuto godere della preziosa collaborazione scientifica dell’INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica, partner strategico del Centro Islamico Culturale d’Italia, e l’Istituto Nazionale di Astrofisica attraverso la commissione scientifica congiunta che, anche in avvenire, collaborerà nel determinare la data delle principali ricorrenze islamiche. A farne parte, per il Centro Islamico, il Segretario Generale, Abdellah Redouane, l’Imam Nader Akkad e il Gabriele Tecchiato.