Dossier statistico immigrazione 2019, in Calabria crescono i migranti ma diminuiscono gli autoctoni

0
40

Anche quest’anno il Centro Studi e Ricerche IDOS, in partenariato con il Centro Studi e Rivista Confronti, offre al pubblico un’edizione aggiornata del Dossier, la 29esima, cofinanziata dall’Otto per mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, alla cui realizzazione hanno contribuito decine di studiosi ed esperti in materia.

Così ecco che per capire meglio cosa accade in Italia e in Calabria in particolare, ecco che il dossier è stato presentato nell’Aula Magna dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. Una occasione, questa, per parlare di migrazione durate l’incontro, moderato dal giornalista Marcello Spagnolo, che ha visto la presenza del Magnifico Rettore Prof. Antonino Zumbo, del Prefetto Massimo Mariani, dal rappresentante dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, dell’assessore comunale alle Politiche Sociali, Welfare e Politiche della Famiglia, Pari Opportunità, Minoranze Linguistiche Lucia Anita Nucera e poi degli interventi degli esperti come il prof. Domenico Siclari, del capitano Gabriele Lombardo, Comandante Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, della presidente della Cisme Daniela Rossi; della dottoressa Maria Nucera – funzionaria Settore Centri per l’Impiego e Funzioni Territoriali Dipartimento Lavoro Formazione e Politiche Sociali Regione Calabria ed infine la testimonianza di Ayyed Awad Ajel.

E’ toccato a Roberta Saladino, referente del Centro Studi e Ricerche IDOS in Calabria, illustrare i dati. Così ecco che “i freddi dati statistici” mettono in evidenza come anche questa regione del Sud è in linea con il resto del Paese per quanto riguarda il crollo dei flussi migratori. Se infatti il dato nazionale è di un incremento di stranieri di appena il 2,2%, in Calabria gli stranieri residenti aumentano di 4.584 unità rispetto all’anno precedente per un’incidenza sulla popolazione regionale in leggera crescita, al 5,8 per cento.

In Calabria 14mila residenti in meno

Un incremento dei cittadini stranieri, specifica la ricercatrice, che è dipeso soprattutto dalla diminuzione della popolazione autoctona: tra il 2017 e il 2018 registra un calo di oltre 14mila residenti, una perdita pari alla scomparsa di un gruppo di comuni come Caraffa di Catanzaro, Settignano, San Floro, Marcellinara, Cortale e Maida, comuni con meno di 10mila abitanti.

La fotografia tracciata dal Dossier è chiara. In Italia crollano i flussi e anche le donne migranti fanno meno figli. Se alla drastica riduzione degli arrivi via mare si aggiunge la sostanziale chiusura, da diversi anni, dei canali regolari di ingresso per i non comunitari che intendano venire a lavorare stabilmente in Italia, ben si capisce perché in realtà è da almeno 6 anni che la popolazione straniera non è in espansione. Anche nel 2018 essa è cresciuta di appena il 2,2%, arrivando a 5.255.000 residenti, pari all’8,7% di tutta la popolazione. Una tendenza che stride con l’andamento mondiale delle migrazioni, se si pensa che nello stesso anno i migranti nel mondo sono aumentati di oltre 14 milioni».

Calano anche i figli di immigrati 

«Tra gli stranieri residenti in Italia, all’aumento netto di 111.000 presenze rispetto all’anno precedente, hanno contribuito anche i 65.400 bambini nati nel corso del 2018 da coppie straniere già presenti nel Paese, i quali non sono quindi “immigrati”. Anche il loro numero, comunque, continua a calare insieme a quello delle nuove nascite nel loro complesso: 439.700 nel 2018, il livello più basso registrato da decenni, delle quali poco più di un settimo riferite a genitori stranieri (14,9%). È un dato preoccupante, che conferma l’inesorabile declino demografico dell’Italia, prossima ad avere oltre un terzo della popolazione complessiva con più di 65 anni e giovani minorenni solo ogni 8 abitanti».

Tornando alla Calabria, oltre al decremento demografico, lo studio ci indica che i calabresi stanno nel contempo vivendo un processo di invecchiamento che appare in una fase molto avanzata: l’indice di vecchiaia, che misura il numero di popolazione con più di 65 anni ogni 100 under 15, è pari a 182,8. Lo stesso indicatore calcolato per la popolazione complessiva è pari a 163,3, quindi la popolazione straniera consente di rallentare, se pure in minima parte, l’invecchiamento demografico della regione. C’è da aggiungere che secondo le previsioni dell’Istat, nel 2030 l’indice di invecchiamento in Calabria sarà del pari a 221,7.
Gli effetti del calo demografico, si legge nel rapporto, si ripercuotono ovviamente sul mondo della Scuola: secondo i dati Miur relativi all’anno scolastico 2017/2018, riportati all’interno dello stesso rapporto sull’immigrazione, per il secondo anno scolastico consecutivo la Calabria registra un decremento degli alunni complessivamente iscritti pari a 5.717 unità mentre per gli studenti stranieri la diminuzione è pari a 86 unità.
“Dai dati appare evidente che anche guardando ad un contesto giovane e dinamico quale quello della scuola, la Calabria si presenta in affanno, in quanto sia gli studenti autoctoni che quelli stranieri diminuiscono”, commenta la dottoressa Roberta Saladino.

I romeni sono i più numerosi


Riguardo l’analisi degli studenti stranieri suddivisi per cittadinanza, in Calabria sono i romeni i più numerosi (3.945), seguiti dai marocchini (2.461), albanesi (633), bulgari (610) e ucraini (601)
Nell’anno scolastico 2017/2018 gli studenti stranieri rappresentano il 4.3% degli iscritti: 2160 nella scuola dell’infanzia (più della metà, 1341, nati in Italia), 3627 nella scuola primaria (di cui 1804 nati in Italia), 2550 nella scuola secondaria di primo grado (di cui 622 nati in Italia), e 3835 nella scuola secondaria di secondo grado (di cui 354 nati in Italia).
E sul territorio calabrese, sono ancora le scuole della provincia di Reggio Calabria a contare il maggior numero di studenti stranieri (4.237), seguita dalla provincia di Cosenza (4.063), Catanzaro (2.215), mentre per le province di Vibo Valentia e Crotone si registrano numeri al di sotto dei mille alunni.
Riguardo l’età, la popolazione straniera calabrese è sostanzialmente giovane: gli over 65enni rappresentano solo il 3,4% dei residenti mentre la classe d’età più rappresentata è quella di 30 – 44 anni (35,2%) che tra il 2017 e il 2018 fa segnare l’incremento maggiore (+15mila unità). Per quanto concerne il genere, le donne rappresentano il 48,3% dei residenti stranieri. Gli immigrati in Calabria sono originari di ben 150 diversi paesi del mondo: più della metà (61mila) provengono da un paese europeo (43,6% da un pase comunitario), seguono poi gli africani (28.640), gli asiatici (19.442) e gli americani con poco più di 3mila persone. E riguardo la nazionalità, la presenza romena è quella più numerosa (35.851 residenti, pari al 31,7% dei residenti stranieri. Seguono i marocchini (15.414 residenti), bulgari (6.904), ucraini (6471) e indiani (4.810).
Estrapolando i dati del rapporto, si evince che i residenti stranieri sono concentrati soprattutto nelle province di Cosenza (37.314) e Reggio Calabria (34.038) seguite con valori nettamente inferiori dalle province di Catanzaro (19.353), Crotone (13.777) e Vibo Valentia (8.596). Tra il 2017 e il 2018 sono aumentati in tutte le province: in termini assoluti gli incrementi più consistenti si registrano nelle province di Cosenza e Reggio Calabria (rispettivamente +1.755 e +1.168).

Le persone nel circuito dell’accoglienza

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, al 31 dicembre 2018 le persone inserite nel circuito regionale dell’accoglienza sono pari a 5.123, in calo di 2.333 unità rispetto all’anno precedente. La percentuale di distribuzione rispetto alle persone accolte a livello nazionale è pari al 4%. I valori più alti si registrano in Lombardia (14,00%), Lazio e Campania (9,0%).
I soggiornanti presenti regolarmente sul territorio regionale al 31 dicembre 2018 sono più di 52mila, per il 42,1% donne; il 17,1% è minorenne mentre solo il 3,8% è ultrasessantenne. Sono 27.937 i titolari di permessi di soggiorno a termine, tra questi 11.093 detengono un permesso per motivi di asilo e protezione umanitaria, 9292 per motivi di famiglia e 5.763 per motivi di lavoro.

Dunque una Calabria accogliente dove i migranti sono accolti anche grazie al circuito degli Spar ma che ancora vede in alcune aree della regione situazioni complesse e difficili dal punto di vista del lavoro e dello sfruttamento dei migranti.

A Gioia Tauro un imam era un caporale

E’ infatti il capitano Gabriele Lombardo, Comandante Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro a parlare di Caporalato nella piana di Gioia Tauro e degli strumenti di contrasto. Spiega il capitano che negli ultimi dieci anni il fenomeno si è trasformato e “il caporale non è più un italiano ma un extra comunitario. I vecchi braccianti agricoli si fanno assumere e con i pochi soldi messi da parte comprano un mezzo di trasporto e iniziano a trasportare i connazionali sulle terre dove raccogliere agrumi per 1 euro e mezzo a cassetta. Sono migranti che diventano punto di riferimento per gli altri perché sanno parlare la loro stessa lingua e, dalle ultime indagini, è emerso che addirittura il caporale era un imam. Finalmente dopo anni abbiamo gli strumenti legislativi per contrastare questo brutto fenomeno e stiamo lavorando intensamente”.

A Bagaladi gli stranieri si integrano grazie allo Sprar

Racconta delle buone prassi messe in atto la dr.ssa Maria Daniela Rossi, presidente CISMe Società Cooperativa che gestisce lo Spar famiglie (oggi si chiama SIPROIMI specifica) di Bagaladi. “Qui siamo riusciti a creare un sistema di relazioni forte, tra la piccola comunità locale e i beneficiari. Non è stato facile ma attraverso il dialogo e la conoscenza siamo riusciti anche grazie ai ragazzi che sono andati a scuola”. Poi aggiunge: “Penso che il sistema Sprar, al momento, sia uno strumento valido – anche se può essere migliorato – perché mette in rete l’Ente locale, che è il titolare del progetto, con il terzo settore e si comprometta insieme l’accoglienza e l’integrazione. Quello che servirebbe, a mio avviso, è pensare al dopo Sprar perché non tutti i migranti vanno via e malgrado il percorso che si realizza durante la permanenza nello Sprar ancora c’è chi va aiutato ad integrarsi”.

Ancora Maria Nucera – funzionaria Settore Centri per l’Impiego e Funzioni Territoriali Dipartimento Lavoro Formazione e Politiche Sociali Regione Calabria ha affrontato il tema “Politiche e azioni di inserimento socio-lavorativo nell’immigrazione” ed infine la testimonianza di Ayyed Awad Ajel – ex ospite del progetto SPRAR “Integriamoci con il Comune di Bagaladi” che ha raccontato il suo percorso d’integrazione a Reggio Calabria.