Donne straniere imprenditrici, le difficolta’ di una stilista e di una pasticciera da trent’anni in Italia

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donne straniere imprenditrici in Italia

Milano – Sono in Italia da trent’anni, hanno avuto successo con le loro imprese ed oggi devono affrontare le difficoltà della crisi.  Mona Mohanna e Jenny Sugar due donne straniere imprenditrici, con storie diverse ma accomunate dalla loro voglia di riuscire a lavorare in Italia. Due donne straniere, la prima stilista libanese, l’altra pasticciera venezuelana arrivate in Italia alla fine degli anni ’80: Mona nel 1989 scappava da una guerra e Jenny fuggiva da un Paese in cui non si riconosceva. Entrambe denunciano una situazione difficile: Mona non vende più come prima ed è costretta a ritardare i pagamenti, Jenny si sente oppressa dalle tasse e cerca di resistere giorno per giorno.

Mona nasce a Khiam, un villaggio nel sud del Libano, quando arriva nel 1989 in Italia porta con sè la passione per la moda e per il design e il grande amore per il suo Paese. A Milano studia moda e la sua prima linea di vestiti, caratterizzati dall’utilizzo di tessuti provenienti dall’Oriente e tutti cuciti a mano, è un successo. Da allora le cose sono cambiate. “Ho dovuto diminuire la linea d’abbigliamento – spiega, seduta nel suo laboratorio in zona Lambrate a Milano – perché i prezzi delle materie prime sono aumentati del 30/40 % e a causa del calo delle vendite sono stata costretta a produrre vestiti e accessori più economici”. Mona lavora affiancata da una collaboratrice italiana e ha sei dipendenti, principalmente donne, in Libano. Sostiene che “fino a 4/5 anni fa si vendeva molto, poi sono cambiati i consumi”. E la crisi non lascia scelte. “Non avevo mai tardato un pagamento – aggiunge – ma oggi sono costretta perché dall’altra parte ci sono i distributori che non rispettano i tempi”.

Anche Jenny Sugar, 58 enne, ha visto cambiare la sua attività. È la titolare di “SugarTree”, una pasticceria-cioccolateria in via Bellotti a Milano. L’imprenditrice, che ha imparato a cucinare dai suoi nonni, due pasticceri viennesi, ha aperto il negozio nel 1999.  “L’Italia sta ammazzando l’artigianato – afferma – e non esiste sostegno alle piccole imprese”. Venticinque anni fa Jenny lasciò il Venezuela perché, dice, “c’era una situazione che non mi piaceva”. L’Italia rappresentava la speranza di ricominciare e di realizzare i suoi sogni. Oggi però non avrebbe lo stesso coraggio. “Ci vorranno anni per uscire dalla crisi – conclude – e lo Stato non fa altro che usarci per pagare le tasse che altri rubano”.

Storie di donne straniere imprenditrici che con il loro lavoro stanno contribuendo a far crescere l’Italia e a creare una società multiculturale.