Dalla Svezia ritrova il nonno in fuga dalla Siria

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Dalla Svezia ritrova il nonno in fuga dalla Siria

Poche notizie, nessuna certezza, solo la consapevolezza che i suoi parenti stanno scappando dalla Siria e la grande possibilità che sul barcone che stava giungendo in Italia, a Siracusa, potesse esserci qualcuno della sua famiglia.
Così dalla Svezia si affretta a raggiungere il porto siracusano, siracusano a tarda notte, proprio mentre attracca il barcone con 180 migranti agganciato a largo da una motovedetta e trainato al molo.

Tenta di arrivare fino alla banchina ma viene fermato dalla polizia. Parlotta con gli agenti e i volontari che gli chiedono chi sia e cosa faccia li’. Lui dice che viene dalla Svezia e che sa che su quel peschereccio malandato c’e’ qualcuno della sua famiglia. I poliziotti prendono i dati del documento e lo lasciano avvicinare.
A un tratto quando un anziano poggia i piedi sulla terra ferma il giovane scatta e con le lacrime agli occhi si getta davanti ai suoi piedi baciandogli le mani. Ha ritrovato il nonno scappato dalla guerra in Siria. Questa immagine rappresenta quello che ormai e’ un esodo che appare senza fine dopo che alle bombe e alle scariche di mitraglia della guerra interna in Siria si paventa anche l’intervento militare degli Stati Uniti. E i siriani che giungono in Italia dopo viaggi estenuanti con navi madre e barconi che compiono le ultime miglia della traversata dall’Egitto sono solo la punta dell’iceberg: nel Libano si conta un milione di profughi e centinaia di migliaia si sono riversati in Giordania e Turchia. La scorsa notte tra i siriani giunti a Siracusa oltre ad una cinquantina di bambini (dato ormai costante degli sbarchi piu’ recenti) c’erano anche numerosi anziani.
”Cio’ a cui stiamo assistendo – spiegano alcune volontarie della Croce Rossa che sul molo del porto assieme alla protezione civile comunale si fanno carico della primissima assistenza – ha sempre di piu’ le sembianze di un esodo. Adesso sono interi nuclei familiari che si spostano”.