Covid19, per Intersos è il momento di proteggere i diritti dei lavoratori stagionali migranti

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Il lavoro quotidiano del team mobile di INTERSOS nelle campagne della Capitanata, in provincia di Foggia, si intreccia fortemente con l’impegno per denunciare lo sfruttamento e migliorare condizioni di vita dei lavoratori stagionali: una popolazione di circa 2400 persone nei mesi invernali che salgono fino ad oltre 6mila nel corso dell’estate, costrette a vivere in quelli che vengono definiti con termine certo non positivo “ghetti”, baraccopoli caratterizzate da gravissime lacune igienico – sanitarie, promiscuità e degrado.

Intersos, da sempre vicina ai braccianti, chiede la regolarizzazione dei migranti privi di permesso di soggiorno, per favorire l’emersione di coloro che sono costretti a vivere e lavorare irregolarmente. Ma chiede anche soluzioni abitative per riallocare le persone che vivono nei ‘ghetti’ in piccole unità abitative, in modo che possano mettere in pratica le misure di prevenzione. Inoltre in questa emergenza sanitaria sono necessari immediati interventi socio – sanitari: approvvigionamento idrico, distribuzione periodica di kit igienici, disponibilità di servizi igienici e la raccolta periodica dei rifiuti ed interventi normativi a livello europeo per garantire i diritti dei lavoratori stagionali.

In un contesto come questo, l’azione medica diretta, spiega Intersos, non può essere scissa dalla testimonianza e dall’iniziativa a tutela di diritti fondamentali: il diritto all’abitare, il diritto alla salute, i diritti di cittadinanza. Un nesso – quello tra salute e diritti – che ha guidato il nostro progetto a Foggia nel corso degli ultimi due anni e che assume, se possibile, ancor maggiore urgenza e centralità di fronte alla minaccia rappresentata dall’epidemia di Coronavirus. Sono diverse le iniziative alle quali INTERSOS sta partecipando in queste settimane, a cominciare dalla richiesta di regolarizzazione dei migranti privi di permesso di soggiorno, per favorire l’emersione di coloro che sono costretti a vivere e lavorare irregolarmente.

INTERSOS stessa è stata promotrice di una lettera rivolta alle Regioni e sottoscritta da diverse associazioni, per chiedere di garantire, anche negli insediamenti informali come i “ghetti” alcune misure minime indispensabili alla prevenzione dell’epidemia, come l’approvvigionamento idrico, la distribuzione periodica di kit igienici, la disponibilità di servizi igienici e la raccolta periodica dei rifiuti.

Ha sostenuto la campagna lanciata da Terra! e FLAI CGILcon una lettera aperta, indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e ai ministri competenti, per chiedere “una sanatoria contro il Coronavirus, per garantire l’accesso alle cure e al lavoro pulito a chi vive nei ghetti del nostro paese”. I firmatari esprimono “profonda inquietudine e preoccupazione per le migliaia di lavoratori stranieri che abitano nei tanti ghetti e accampamenti di fortuna sorti nel nostro paese“ e chiedono di “svuotare i ghetti”, segnalando come i Prefetti – destinatari di nuovi poteri a seguito del DCPM del 09 marzo – possano “adottare disposizioni volte alla messa in sicurezza dei migranti e richiedenti asilo presenti sul territorio, mediante l’allestimento o la requisizione di immobili a fini di sistemazione alloggiativa”.

Infine, anche a livello europeo, aderendo a un documento promosso da numerose organizzazioni per chiedere alla Commissione e al Parlamento europeo di adottare misure per la tutela dei diritti dei lavoratori stagionali. Insieme alle iniziative di sensibilizzazione delle Istituzioni e di advocacy, prosegue l’impegno diretto sul territorio: con la firma, il 25 marzo, della convenzione con l’agenzia regionale AReSS Puglia, la ASL, la prefettura di Foggia e il ministero del Lavoro, gli operatori di INTERSOS – già impegnati da due anni negli insediamenti della Capitanata – hanno cominciato a lavorare in supporto al sistema sanitario regionale per affrontare l’emergenza Covid-19 tra i braccianti che vivono nel Foggiano.

“In questa fase – spiega Alessandro Verona, referente medico dell’Unità Migrazione di INTERSOS a Foggia – la soluzione preventiva più importante, in modo che possano mettere in pratica le misure di prevenzione, è fornire un alloggio degno in piccole unità abitative, cosa non semplice in corso d’emergenza, e nelle more occorre aumentare i precari standard igienico sanitari, portando acqua potabile e servizi igienici, rimuovendo i rifiuti accumulati negli anni, e assicurando supporto alimentare ”