Coronavirus. Mininni (Flai Cgil): “Si trovino mezzi e risorse per tutelare i migranti”

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braccianti migranti

“Non si deve lasciare indietro nessuno, men che mai gli ultimi, già sfruttati eppure così indispensabili dato che assicurano il rifornimento di frutta e di verdura a tutto il paese”. A ribadirlo, dopo la lettera appello al governo e alle istituzioni lanciata lo scorso 25 marzo, è Giovanni Mininni, segretario generale della Flai Cgil.

“La lettera-appello sta continuando a raccogliere numerose adesioni – spiega Mininni, primo firmatario insieme a Fabio Ciconte, direttore di Terra Onlus, della missiva per tutelare i migranti che lavorano nei campi -. Spiccano le firme di don Luigi Ciotti, Mimmo Lucano, Luigi Manconi, Roberto Saviano, Oxfam, Medu, Terrelibere, Acli Terra”. Adesioni che continuano ad arrivare, aggiunge Mininni. “In queste ore stiamo continuando a ricevere il sostegno di tantissime realtà che esprimono la nostra stessa preoccupazione per le condizioni di migliaia di lavoratori stranieri impiegati in agricoltura – spiega il segretario generale della Flai Cgil -. Con la lettera abbiamo chiesto un intervento immediato e concreto per tutelare la salute dei migranti costretti negli insediamenti rurali informali e nei ghetti. È una questione di sicurezza, oltre che di civiltà, perché i ghetti possono diventare dei focolai a causa delle pessime condizioni sanitarie in cui sono costretti a vivere”. 

 Obiettivo dell’appello, aggiunge Mininni, anche quello di “mettere in luce la necessità di rafforzare le misure di contrasto al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento in agricoltura – spiega . Assume, di nuovo, carattere di urgenza una regolarizzazione per far emergere chi è costretto a vivere e lavorare in condizioni di irregolarità, come misura di giustizia e di salvaguardia dell’interesse nazionale. E la misura non può essere un ampliamento dell’utilizzo dei voucher, che avrebbe come risultato un’inaccettabile deregolamentazione del mercato del lavoro”. L’auspicio di Flai Cgil e Terra Onlus, conclude Mininni, è che l’ampia partecipazione possa “esercitare una ulteriore pressione affinché si trovino i mezzi e le risorse per far fronte a questa emergenza sanitaria e di civiltà”.