Coronavirus, l’Italia oggi si ferma e rende omaggio alle vittime

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Bandiera a mezz’asta Coronavirus

Bandiere a mezz’asta in segno di vicinanza ai familiari

Oggi alle 12 l’Italia si ferma per rendere omaggio a tutte le vittime del Coronavirus, in segno di vicinanza ai familiari e di partecipazione nazionale al cordoglio delle comunità più colpite dalla pandemia.

Un momento di dolore condiviso, di lutto, in quest’Italia ferma e silenziosa colpita dal Coronavirus. Le immagini, forti, di Bergamo, i camion dell’esercito chiamati a trasportare le salme altrove sono chiare nella memoria collettiva di questo Paese. 

Adesso è importante questo momento di condivisione, dioartecipazione, voluta dai sindaci italiani, che si è allargata ad altre istituzioni: la bandiera italiana a mezz’asta sarà esposta su tutti gli edifici pubblici. I primi cittadini della Penisola infatti, con indosso la fascia tricolore, saranno davanti ai propri municipi in silenzio e con le bandiere esposte a mezz’asta “in segno di lutto” e in “segno di solidarietà con tutte le per comunità che stanno pagando il prezzo più alto”.

Anche il Vaticano partecipa: la Santa Sede fa sapere che esporrà le bandiere a mezz’asta, a lutto, per esprimere la propria vicinanza alle vittime della pandemia in Italia e nel mondo, alle loro famiglie e a quanti generosamente lottano per porvi fine.

È importante perché è necessario elaborare questo lutto, in un tempo in cui non è possibile essere vicini, fisicamente, e celebrare i riti funerari. I nostri cari, nonni, fratelli, figli, mariti, mogli, sono morti a causa di un nemico invisibile, da soli, senza il conforto di nessuno. È atroce, è troppo forte da sopportare ed elaborare soprattutto adesso che siamo “isolati”. I

Il rito funebre funge da contenitore del cordoglio: sospende il tempo ordinario, il fluire quotidiano degli eventi; mette le persone colpite da un lutto di fronte alla possibilità di esprimere, in modo solenne, il dolore e l’impotenza che l’uomo prova di fronte al mistero della morte; riunisce parenti e amici intorno al morto, sottolinea la sua appartenenza al genere umano, lo reintegra nel gruppo sociale e famigliare; permette nella condivisone del dolore, di far percepire ai sopravvissuti che la loro solidarietà alimenta la continuazione della vita, li sottrae alla sofferenza bruta, consente di riconoscere e accettare l’accaduto. 

Ecco tutto questo, adesso, manca. Ed allora ben venga questo momento di lutto collettivo. Arricchiamolo stando veramente vicini ai parenti dei deceduti, ognuno nella propria famiglia, ha un conoscente, chiamiamolo e stiamo, oggi, ancor più vicini. 

Nella nostra società è forte il sentire del culto dei morti, e i riti funerari, soprattutto al Sud, sono ancora importanti per superare il dolore. 

Oggi pensiamo ai nostri cari, chiamiamoli per nome, e celebriamo la vita.