Concluso il XXIII Sinodo CELI: Inclusivo e digitale nel futuro

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Sinodo Celi

Una sfida superata in modo eccellente e con grandissima disciplina: un sinodo in formato online. Invece della consueta riunione in presenza, due giorni e mezzo di lavoro concentrati davanti ad uno schermo. Il risultato più importante della 2° Seduta del XXIII Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia sinodo 2.0 sono due decisioni coraggiose che guideranno la chiesa e le sue comunità nel lavoro futuro. L’approvazione di una dichiarazione programmatica sulla giustizia di genere e di una mozione della Commissione Digitale, approvata a larga maggioranza, riguardo alla creazione di una piattaforma digitale CELI. Un altro highlight di questo sinodo 2.0 è stata la conferenza con l’ospite d’onore, il segretario generale della FML, Martin Junge, venerdì, 30 aprile.

Molta carne al fuoco nell’ultimo giorno del Sinodo, il 1° maggio, con un gran numero di mozioni da approvare. Il documento sulla giustizia di genere, approvato dopo un dibattito molto intenso e acceso, è espressione non solo di una mentalità aperta ma quasi una specifica declinazione del titolo del sinodo, che ha visto al centro dei lavori il tema della misericordia, cioè l’accettazione dell’altro senza pregiudizi e il profondo rispetto del suo essere. È stato chiaramente sottolineato che questo tema all’interno della chiesa non presenta alcun profilo di problematicità. L’accettazione dell’altro (sia per quanto riguarda l’orientamento sessuale che contro qualsiasi discriminante etnica) è data per scontata. La chiesa vede invece come propria specifica missione quella di “uscire allo scoperto” e di promuovere con forza nella società i temi dell’accettazione e dell’integrazione. Il prerequisito è un atteggiamento aperto e senza pregiudizi, che si dovrà esprimere non da ultimo adottando un modo inclusivo di parlare e agire a tutti i livelli, anche nella predicazione, nel culto e nella catechesi, e nelle comunicazioni pubbliche.

Di rilievo anche il progetto triennale di una piattaforma digitale professionale. Soprattutto dopo l’esperienza della pandemia e per superare un problema oggettivo di accessibilità “geografica” o per altri motivi, la CELI intende rendere possibile la cura pastorale e l’assistenza religiosa, nonché l’informazione sul luteranesimo in senso generale, tramite podcast, studi biblici online, possibilità di dialogo attraverso blog, culti online e pagine interattive. E questo anche per venire incontro alle esigenze e alle aspettative di chi è interessato ai temi religiosi e alla chiesa pur non desiderando impegnarsi nell’ambito di una comunità. 

Nella giornata di venerdì, 30 aprile, i temi della giustizia di genere, della digitalizzazione, della pandemia, della diaconia, dei giovani e dell’ambiente sono stati discussi in gruppi di lavoro. In questi gruppi, più ridotti, è stato possibile un proficuo e vivace scambio di idee nonostante il formato digitale. C’è però un elemento che ha accomunato le conclusioni di tutti i gruppi: tutti i temi dipendono molto dalla struttura delle rispettive comunità.

Dai saluti degli ospiti è emerso un profondo apprezzamento per la CELI e per le sue attività, nonché per la positiva cooperazione. Tra gli altri, Luca Negro, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, FCEI; la presidente della Tavola Valdese, Alessandra Trotta; la presidente dell’Opera per le Chiese Evangeliche Metodiste in Italia, Mirella Manocchio e il presidente dell’Unione delle Chiese Evangeliche Battiste in Italia, Giovanni Paolo Arcidiacono; il vescovo Leon Novak (Slovenia); mons. Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione episcopale della CEI per la cooperazione tra le Chiese; Martin Hübner, segretario generale del Martin Luther Bund; i rappresentanti VELKD e EKD, Norbert Denecke e Olaf Waßmuth; Klaus Rieth della Chiesa del Württemberg; Enno Haaks, segretario generale della Gustav Adolf Werk; Mario Fischer, segretario generale del CPCE; la presidente della Federazione delle Donne Evangeliche in Italia, FDEI, Gabriela Lio; la presidente del Sinodo della Chiesa Bavarese, Annekathrin Preidel e il presidente della Claudiana, Eugenio Bernardini.