Decostruire il colonialismo, le “Abissine” de La Molisana e lo story telling di cui avremmo fatto volentieri a meno

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abissine la molisana

In poche ore il web ha messo in crisi la comunicazione aziendale de La Molisana, l’azienda apprezzata per il lavoro di filiera corta, un gruppo guidato dalla famiglia Ferro da 130 milioni di fatturato (stima 2019, + 20% circa), quarto player del mercato per la pasta bianca e coleader in quella integrale.

Tutto è nato da un post su Facebook del giornalista Niccolò Vecchia nel quale si chiede se è ancora il caso di comprare la pasta La Molisana: “Scopro con un certo raccapriccio che secondo questi produttori di pasta ci sarebbe un formato chiamato Abissine, il cui nome, ci dicono, sarebbe “già storytelling”. Un formato nato durante il ventennio per “celebrare la stagione del colonialismo”. Ok, questa è storia, è successo, i fascisti volevano effettivamente celebrare il colonialismo, bontà loro. Però l’aggiunta è contemporanea, di oggi, ne è responsabile questo brand: “La pasta di semola diventa elemento aggregante? Perché no!”. Perché no? Forse perché il colonialismo è un crimine odioso e non ci sono elementi aggreganti che tengano? Ci rifletterei bene. O forse no: perché se davvero, cari responsabili di Pasta La Molisana, ritenete opportuno scrivere che il nome un vostro formato di pasta è “di sicuro sapore littorio”, con un’espressione dietro la quale è facile leggere una valutazione se non positiva, comunque non di rigetto, riflettere non vi verrebbe ugualmente bene. Però magari mi sbaglio io, non ci avevate pensato, e ora chiederete scusa molto chiaramente per questo errore, ritirando il nome di questo formato e cambiandolo”. 

Subito il post viene ripreso e anche Repubblica si occupa del caso intervistando la responsabile marketing della MolisanaRossella Ferro: «Non abbiamo alcun intento celebrativo quando parliamo di questi formati storici – ha affermato -, nati negli anni ’30. E infatti abbiamo appena provveduto a cambiare le schede descrittive dei prodotti». L’errore, sostiene il reparto marketing, sarebbe stato quello di non ricontrollare le schede che, nella loro compilazione, erano state affidate a una agenzia esterna al pastificio.

Intanto sul sito aziendale hanno provveduto, in un primo momento, a rimuovere la prima parte della descrizione del prodotto Abissine n. 25 e il suo story telling e poi è stato addirittura rimosso il prodotto dal sito, così come per le Tripoline n.68: “Il nome evoca luoghi lontani, esotici ed ha un sapore coloniale”. Lasciando solamente sul sito la ricetta di Abissine rigate n 25 al tartufo datata 14 luglio 2017.

E già perché c’è da evidenziare che le Abissine sono un formato esistente da molto tempo come evidenzia welovepasta a cui si è ispirato anche chi ha redatto lo story telling aziendale riprendendo il sonetto di Trilussa.

Errore di comunicazione o mancanza di memoria collettiva dei crimini compiuti dagli italiani in Africa?

Questa storia di comunicazione aziendale ci porta però a riflettere fortemente su quanto sta accadendo in Italia. Da una parte c’è chi continua a pensare gli italiani brava gente, dall’altra chi ha fatto i conti con la storia recente italiana, con il Fascismo e l’imperialismo e ha ammesso che quelli coloniali sono crimini dell’Italia ai danni delle popolazioni di Eritrea, Somalia, Libia, Etiopia. In mezzo ci sono i tanti figli dell’Africa che vivono in Italia e che hanno ben presente cosa è stato a Debre Libanos o il massacro nella moschea di Eli Hai a Merca nel 1926, ed ancora il ricorso alle armi chimiche per annientare gli africani.

Ecco se non si parte dalla storia per capire e ammetter gli errori al fine di non ripeterli più, se non si ha la forza di guardare in faccia il passato e farne memoria collettiva così come hanno saputo fare in Germania con i crimini nazisti, allora non usciremo mai dal racconto edulcorato e distorto del colonialismo e degli italiani brava gente, che porterà ad errori non solo di comunicazione, ma continuerà a segnare una rottura con gli italiani stessi (quelli che hanno un background migratorio e non solo), che guardano ad una Italia dove non ci sia più, neanche latente, il razzismo.

Le scuse e il comunicato stampa dell’azienda

Arriva poi, oggi nel tardo pomeriggio, il comunicato stampa de La Molisana dove si legge: “Ci scusiamo per il riferimento riguardante i formati di pasta Abissine Rigate e Tripoline che hanno rievocato in maniera inaccettabile una pagina drammatica della nostra storia. Cancellare l’errore non è possibile, ci stiamo già impegnando a revisionare i nomi e i contenuti dei formati in questione attingendo alla loro forma naturale”