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Cina, Coronavirus / Quando i fiori sbocceranno sulle montagne

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Pubblichiamo di seguito la seconda lettera aperta agli amici italiani della direttrice del giornale Cina in italia Hu Lanbo

Cari amici italiani,

pochi giorni fa ho scritto una lettera aperta in seguito ai messaggi colmi di ignoranza che hanno invaso i social network. La mia preoccupazione più grande era che i cinesi residenti in Italia, soprattutto i più giovani, potessero diventare vittime di discriminazioni.

Dopo la pubblicazione, ho ricevuto centinaia di messaggi di affetto che mi hanno riempito il cuore, il buon animo degli italiani mi ha commossa. La lettera è stata ricondivisa quasi mille volte.

Gli italiani ci hanno teso le loro mani, ci hanno offerto le loro spalle, ci hanno supportato nello spirito. Ringrazio infinitamente i nostri lettori per tutto questo.

Ieri notte ho appreso che il coronavirus è arrivato a Roma, è stato un duro colpo. Eppure fino a qualche giorno fa sembrava che fossimo stati fortunati, che la città di Roma stesse scampando all’epidemia. Questa mattina, scorrendo la bacheca di Facebook mi sono accorta che le persone sono più tranquille di quanto mi aspettassi. Alcuni mandano messaggi di solidarietà ai cittadini di Wuhan, altri sono determinati a combattere questo virus al fianco dei cinesi.

Il mio Paese è da sempre soggetto a calamità. Credevamo di aver sconfitto la povertà, di aver debellato il virus della SARS, credevamo che la Cina stesse crescendo pacificamente e che stesse dando un grande contributo al mondo.

Durante i festeggiamenti della Giornata Nazionale di due mesi fa, tutto il popolo cinese ha celebrato con enorme entusiasmo il 70° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Quel giorno anche io mi sono unita ai miei compatrioti ai festeggiamenti di Piazza Tiananmen. Che meraviglia! Spettacolare, fastosa, calorosa, gioiosa…nessun termine sarebbe sufficiente a descrivere l’atmosfera di quel giorno di festa.

Il Festival di Primavera è una festa che i cinesi aspettano impazientemente per tutto l’anno. Aspettano il calore del ricongiungimento, la gioia di stare con gli amici, aspettano di vedere le città riempirsi di addobbi rossi. Ma non quest’anno. Stavolta il coronavirus imperversa nella città di Wuhan, minacciando la vita dei cinesi e persino la salute del mondo intero. Quasi tutte le città cinesi sono deserte, una desolazione che calpesta il morale della gente. Solo ora mi accorgo di quando sia bella la numerosità dei cinesi, il caos tra le strade, la folla in fila nella metropolitana.

È stato inaugurato l’anno della Cultura e del Turismo Italia Cina, le prospettive erano rosee e tutti credevamo che l’Anno del Topo avrebbe portato con sé grandi sorprese al popolo italiano e a quello cinese.

Questo virus, però, ci permette di fare un’analisi su noi stessi e di esaminare la nostra coscienza. Ci permette di maturare, di riflettere sull’ignoranza dei comportamenti umani. Forse, una volta superato questo momento di difficoltà, diventeremo più onesti, più tolleranti; la Cina e il mondo intero saranno migliori.

Al momento, l’epidemia si sta ancora sviluppando. Proprio come ai tempi della SARS, la situazione potrebbe non risolversi prima di primavera. Ed è per questo i cinesi aspettano l’arrivo della primavera con impazienza. Alcuni infondono coraggio sui social recitando i versi di Mao Zedong: “Quando i fiori sbocceranno sulle montagne…”.

Questa poesia, scritta da Mao nel 1961, è un inno ai fiori di prugno che, dopo aver resistito all’inverno, sbocciano sulle montagne ricoprendone tutta la superficie e si beffano degli altri fiori. A quel tempo, la Cina stava affrontando un isolamento a livello internazionale e una crisi economica, ma Mao Zedong usò queste parole per esortare i cinesi a resistere alle difficoltà e a essere fiduciosi per il futuro della Nazione, come i fiori di prugno che non temono il gelido inverno.

30 anni fa, quando ho partecipato alla spedizione lungo la Via della Seta con la macchina Itala, si è verificato un incidente sul monte Liupan. Siamo dovuti uscire tutti dall’auto e siamo rimasti lì, in piedi; sulla montagna si stava alzando un vento gelido, e l’oscurità inghiottiva il panorama tutt’intorno a noi. In quel momento ho pensato ai versi di Mao Zedong:

“Sulla cima del monte Liupan,

la bandiera rossa si dimena al vento proveniente da ovest,

oggi stringiamo nella mano la lunga corda,

quando cattureremo il Dragone Blu?”

Mao scrisse questa poesia quando attraversò il monte Liupan durante la Lunga Marcia dell’ottobre 1935. Con le sue parole voleva incoraggiare l’Armata Rossa, con la certezza che la loro missione sarebbe stata un successo. E quale è stato il grande successo di questa marcia lunga 25.000 miglia? Il coraggio, la resistenza e la fede dei comandanti e dei soldati che vi parteciparono.

Al momento, la paura della gente supera il reale pericolo dell’epidemia, e c’è un disperato bisogno di fede.

Pensiamo al personale medico che sta mettendo in gioco la propria vita pur di aiutare chi ne ha bisogno, ai volontari e ai militari che si sono precipitati sul luogo del disastro nonostante il pericolo in cui incorrevano! Allo stesso modo, anche all’ospedale di Roma si sono precipitati dei volontari.

Oggi sembra che siamo tutti su quella montagna avvolta dalle tenebre, ma dobbiamo ricordare che dopo la notte sorgerà il sole.

Italiani e cinesi, dal nord al sud: tutti stanno cercando di aiutare Wuhan inviando provviste di materiale medico e protettivo alla Croce Rossa dello Hubei. Finchè saremo uniti, Wuhan vincerà questa lotta, e così la vittoria apparterrà alla Cina e all’intera umanità.

Per i festeggiamenti del 2 febbraio, la nostra redazione aveva preparato moltissimi gadget: peluche di topolini e panda, libri per adulti e per bambini tra cui il volume bilingue e illustrato per i piccoli lettori Nian – L’origine del Capodanno cinese. C’erano anche due grandi manifesti rossi che ho riportato dalla Cina, con sopra scritto “La comunità cinese di Roma augura a tutti gli amici italiani un felice anno del Topo”. Ma la manifestazione è stata annullata e tutti quegli adorabili peluche sono rimasti nel nostro ufficio. Così abbiamo deciso di organizzare noi stessi un piccolo evento per domenica 2 febbraio. Ci saranno esibizioni di artisti, una degustazione di tè cinese e appenderemo quei grandi manifesti. I nostri ospiti potranno acquistare i peluche, e tutti i ricavati dalle vendite verranno donati alla Croce Rossa dello Hubei. Invito tutti gli amici italiani a unirsi a noi per divertirsi e per stringerci nella speranza per Wuhan.

In questi giorni sono stata intervistata da testate giornalistiche e da emittenti televisive e radiofoniche che mi hanno permesso di diffondere il mio pensiero, e per questo sono estremamente riconoscente ai media e ai lettori italiani che ci seguono. Tutto questo sostegno mi ha fatto capire l’importanza del lavoro dei media, e mi ha fatto capire meglio il valore della vita.

Pochi giorni fa, insieme a una mia collega, sono stata ospite della Biblioteca Nelson Mandela per raccontare a un gruppo di bambini dai 4 ai 9 anni la leggenda del mostro Nian. Ascoltavano attentamente, e i loro occhi innocenti mi hanno commossa. Guardandoli ho pensato che la vita è davvero bella! Ringrazio i genitori di questi bambini che mi hanno dato la loro preziosa fiducia in un momento così particolare.

Quando i fiori sbocceranno sulle montagne festeggeremo con i nostri amici italiani per celebrare il 50° anniversario dall’istituzione delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, portando avanti il nostro lavoro di scambi turistici e culturali. E allora non ci saranno più mascherine a coprire i nostri sorrisi. In estate verrà inaugurata una linea aerea diretta tra Pechino e Bari, così un gran numero di turisti cinesi contribuirà allo sviluppo dell’Italia meridionale. La Via della Seta si aprirà ulteriormente e rafforzerà l’amicizia tra il popolo italiano e quello cinese.

Sì, perché questo è il momento di non perdere la fiducia. Se solo indirizzassimo il nostro sguardo un po’ più lontano, ci accorgeremmo che non manca molto allo sbocciare dei fiori sulle montagne.

Hu Lanbo

Redazione Cina in Italia

Traduzione Giulia Carbone