Chef Victoire e la sua cucina “metissage”, un ponte tra Africa e Italia

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La cucina è il suo rifugio, il luogo dove si è sentita protetta, accolta sin da bambina quando si sentiva “bruttina” rispetto alle sue sorelle, più formose. Victoire Gouloubi, la Chef  Victoire, è arrivata, però, ai fornelli professionali quasi per caso. Victoria è giunta in Italia dal Congo, dove ha lasciato la sua famiglia numerosissima, a Verona nel 2001 insieme al fratello. 

“Sono venuta in Italia – racconta – per fare l’università e laurearmi in giurisprudenza, che avevo già iniziato a studiare in Congo. Nella mia famiglia la giurisprudenza è di casa, ed infatti mia zia è stata la prima donna magistrato in Congo, in Corte d’Appello. La mia era, quasi, una scelta obbligata. Però, poco dopo avere iniziato gli studi, mi sono accorta di come i costi fossero eccessivi per il nostro livello economico: solo uno dei due, tra me e mio fratello, poteva fare l’università. Mio zio, prete, che viveva in Italia già da dieci anni, mi consigliò di fare qualche corso professionale per iniziare a lavorare e guadagnare qualcosa così da poter continuare gli studi all’università, tra i corsi c’erano quelli di cucina e così ho scelto di iscrivermi alla scuola alberghiera di Feltre. Mio fratello continuò gli studi in Economia. 

A scuola ho scoperto una visione diversa della cucina. Ero un po’ spaventata, sapevo che dovevo lavorare duramente e fare pratica. Ma avevo la passione e così giorno dopo giorno ho studiato e ho capito i segreti della cucina, anche dal punto di vista chimico».

“Ho avuto poi la fortuna di fare uno stage estivo a Cortina, in un Hotel a 5 Stelle all’Hotel Cristallo e lì è iniziata la mia carriera”. 

Una storia quella della Chef  Victoire, fatta di sudore e determinazione, ma che qui ci piace evidenziare perchè ha saputo mescolare i saperi e le conoscenze dell’Africa e dell’Europa, Congo e Italia in un unico piatto. Una cucina multiculturale, dove gli ingredienti si mescolano, senza perdere il proprio valore e danno vita ad un nuovo, ed unico, sapore. E’ la sua filosofia di cucina “metissage”, un ponte culinario tra Africa e Italia.

A questo risultato Chef Victoria ci è arrivata dopo tanta strada e dopo aver superato difficoltà, cadute e risalite che fanno di lei una donna straordinaria e da prendere d’esempio. 

“Dopo aver lavorato a Milano e con grandi chef, dopo dieci anni di gavetta ed essendo arrivata ad essere secondo chef in una cucina di tutti uomini, ho deciso che dovevo immergermi nella cucina italiana, conoscere i veri sapori della tradizione per poi capire cosa volevo essere e diventare. Così ho deciso di lasciare le cucine stellate e di entrare in trattoria. Ho lavorato all’ L’Incoronata, in Corso Garibaldi, e lì ho imparato ad esprimermi liberamente tanto che poi ho deciso di aprire il mio ristorante “ Victoire”, al Casoretto, con le mie cifre sulle posate e pensato proprio come volevo io. Qui ho iniziato a preparare i piatti mescolando gli ingredienti e cucinando afroitaliano. Ho deciso che dovevo avere come aiuto, donne, perché io ho provato sulla mia pelle cosa vuol dire lavorare in brigate di soli uomini che ti guardano con pregiudizio e superiorità. Abbiamo lavorato bene, i clienti arrivavano numerosi e i riconoscimenti pure. Dietro ogni ricetta c’era una storia, quello che mi portavo dietro dal mio Congo e quello che mi aveva dato l’Italia. Purtroppo però ho perso tutto: i miei risparmi, il mio lavoro e, in quel momento, i miei sogni. Avevo creato una società a nome collettivo, per cui avevo ereditato i debiti dell’attività precedente. Dopo un anno e mezzo ho dovuto chiudere. E’ stato un momento difficilissimo e sono stata anche molto male fisicamente. Ma io non mi arrendo mai e così nel 2015, ho avuto un incarico per l’Expo di Milano e sono ripartita. Ho vinto come Donna dell’anno excellenze afrocane in Italia e ho realizzato un programma tv. Sono arrivati i riconoscimenti. Ho lavorato duramente, senza mai fermarmi, senza pensare al passato e guardando con fiducia avanti”. 

E già  Victoire è diventata il volto televisivo del Gambero Rosso con «Il tocco di Victoire», cuoca apprezzata e riconosciuta dai premi e dalle guide per il valore della sua cucina “metissage“, premiata anche all’Award for best interpretation of Afro-Italian culinary tradition 2015 by Massimo Bottura Best chef in the world. Ma nel 2018 nuovamente Victoria si deve fermare. “Mentre stavo lavorando ho avuto la febbre, ero incinta e ho perso la bambina. E’ stato terribile. Io che ho sempre dato tutto per la cucina, per il mio lavoro, mi sono sentita “tradita”. Sono stata malissimo, non riuscivo neanche a stare in piedi. Poi piano piano mi sono ripresa e ho pensato che dovevo realizzare un cortometraggio, trasformare il menu in storie. Otto episodi per raccontare le storie del piatto”. 

Il successo arriva e  Victoire è nuovamente ai vertici: Finalist Top Chef Italy 2017 Best Five speed project to Parabere Forum International Malmo 2019 Make Taste and Change by Victoire, Creator and Anchorwoman of the tv show *the touch of Victoire 2019/2020 Gambero Rosso Channel Sky.

Adesso oltre al successo è arrivato anche Ken Pierce, il secondo figlio della Chef nato da qualche mese e come racconta lei: “Abbiamo scoperto che sarebbe stata una bambina il 7 di un mese del 2020 e il 7 settembre 2020 ho dato alla luce un maschio. Al mio risveglio dalla sala operatoria ho chiesto di mia figlia però mio marito con grande sorpresa mi dice che era un maschio. Aspettavamo Akira ma è Ken Pierce. Come sia possibile che per tutta la gravidanza i medici non abbiano visto che era maschio? Non chiedetelo a me, ma ciò che posso dirvi che questo è il vero e sensazionale “Tocco di Victoire”.