Centro Astalli, il Papa domani tra i rifugiati

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Centro Astalli

C’é aria di preparativi al Centro Astalli, il servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia. Sono le ultime ore di attesa e poi domani arriverà il Santo Padre per incontrare i rifugiati.Sarà una visita privata, ma tutto deve essere perfetto per l’arrivo di Papa Francesco e in queste ore Padre Giovanni La Manna, direttore del Centro, con il suo staff sta lavorando per preparare l’incontro.
Padre La Manna, sacerdote gesuita dal 1999, ha iniziato a lavorare al Centro Astalli nel 2003 e quando alla guida della Chiesa è arrivato il gesuita Bergoglio ha pensato bene di invitarlo a visitare il Centro. Papa Francesco, come è nel suo stile ha accettato l’invito, telefonando di persona. Così ecco che domani arriverà tra i rifugiati urbani.

” Il Pontefice giungerà alla mensa del Centro Astalli, – spiega Donatella Parisi, responsabile ufficio stampa del Centro Astalli – nell’orario in cui ogni giorno una fila di circa 400 richiedenti asilo e rifugiati aspetta di poter consumare un pasto caldo.  Entrerà a salutare i rifugiati e si intratterrà con alcuni di loro. E’ stata una sua precisa richiesta e noi siamo stati ben lieti di accoglierla. Al termine della sua visita alla mensa, il Santo Padre si recherà nella Chiesa del Gesù, luogo fortemente simbolico e significativo per il Centro Astalli, perché lì si trova la tomba di Padre Pedro Arrupe, fondatore del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati. Ad accoglierlo troverà i rifugiati che vivono nei quattro centri d’accoglienza, che studiano alla scuola di italiano, gli utenti dello sportello socio-legale e dell’ambulatorio e i volontari del Centro Astalli”. 
Troverà uomini e donne in fuga dai loro paesi, arrivati in Italia, per lo più via mare, dai porti di Lampedusa, Isola Capo Rizzuto, per giungere a Roma.
“Arrivano da noi, – spiega Donatella Parisi – solo con in mano un foglietto con il nostro indirizzo, oppure accompagnati da qualche loro connazionale che parla la loro stessa lingua. Il primo contatto è la mensa, ma poi, a volte, restano con noi anche tre anni per frequentare i corsi di italiano. Nei nostri centri di accoglienza, ovviamente, possono stare da sei mesi ad un anno, ma noi li seguiamo fino a quando queste persone non riescono a rifarsi una vita”.
Il Centro Astalli ha iniziato le sue attività nel 1981 a Roma. Rispetto ai primi anni di attività, il Centro ha ampliato e diversificato i servizi offerti, grazie all’impegno costante di oltre 450 volontari. 
In totale, considerando nell’insieme le sue differenti sedi territoriali (Roma, Vicenza, Trento, Catania e Palermo), il Centro Astalli in un anno risponde alle necessità di circa 34.300 migranti forzati, di cui quasi 21.000 nella sola sede di Roma.
 “È per tutti noi una grande gioia accogliere il Papa tra i rifugiati, – dichiara padre La Manna. La sua presenza è una benedizione”.