Campo profughi Salonicco, partita dalla Calabria una Carovana di aiuti umanitari

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Campo profughi Salonicco

Sono partiti questa mattina dalla Calabria verso la Grecia per portare aiuti nei campi profughi a Salonicco dove sono bloccati migliaia di migranti costretti a vivere nelle tende e nel fango a causa di un’Europa richiusa su se stessa come una fortezza.

Dalla Calabria, grazie ad Enzo Infantino che da tempo frequenta quei luoghi, sono partiti due furgoni carichi di indumenti, coperte, ma anche matite e colori per i più piccoli.
E’ un lungo viaggio che Enzo Infantino, Maurizio Marzolla, Giovanni Maiolo, Mimmo Tramontana, Roberta Manfrida, Fatima el Amrani, Christian Naccarato, Mario Gigliotti, Antonio Fazio e Lorenzo Galli hanno deciso di fare per tracciare un ponte dalla Calabria alla Siria, dagli ultimi d’Europa agli ultimi del mondo.
Sono uomini e donne della Carovana solidale e resistente che hanno partecipato alla raccolta di aiuti, che ha messo insieme la Rete dei Comuni Solidali, Equo Sud, Riviento, l’Amministrazione comunale di Cinquefrondi e la scuola “Panella – Vallauri” di Reggio Calabria.
L’Istituto scolastico diretto da Anna Nucera ha contribuito in maniera determinante alla riuscita della missione di volontariato. Il lavoro di sensibilizzazione portato avanti dalla dirigente scolastica e dal professore Maurizio Marzolla ha incontrato la grande solidarietà espressa dagli studenti della scuola e dal corpo docente. Hanno acquistato 40 stufe per riscaldare l’inverno dei profughi provenienti soprattutto dalla Siria; hanno comprato penne, quaderni e matite, coperte e indumenti caldi oltre ad avere effettuato una raccolta fondi che servirà, una volta giunti in Grecia, ad acquistare altri beni necessari.
E’ la dimostrazione che i ragazzi e le ragazze non sono indifferenti.
“E’ la dimostrazione che quando la scuola adempie al suo compito educativo risveglia le coscienze”, – dicono i volontari.
Alle cene di autofinanziamento della Carovana hanno partecipato oltre 200 persone. La Calabria è anche questo, la Calabria è anche una terra solidale, la Calabria è una terra che ha conosciuto e continua a conoscere l’emigrazione e quindi non può essere insensibile al dramma che vivono i profughi.
“Gli aiuti umanitari che riusciremo a distribuire, – dice Giovanni Maiolo, del Gruppo di coordinamento di Recosol – saranno ovviamente piccola cosa ma vogliamo lo stesso, con la forza dell’esempio e con l’impegno diretto, affermare che contro la sordità dell’Europa anche noi, dal basso, possiamo fare qualcosa per aiutare chi sta peggio di noi. Non abbiamo finanziamenti se non le donazioni spontanee di chi ha voluto contribuire a questa Caravona. Nessun buonismo, nessuna carità, solo la consapevolezza che questo sistema ingiusto produce distruzione ambientale, guerre e disuguaglianza intollerabili per ogni coscienza ribelle. E sentiamo il bisogno di fare qualcosa, perché anche se in questi tempi è schiacciante il predominio dell’economia sulla vita delle persone, abbiamo deciso di RESTARE UMANI”.

Scritto da l.c.