Calabria per Idomeni, ripartono i volontari per portare aiuti ai profughi

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Calabria per Idomeni

Sono il volto di una Calabria che vuole essere vicino ai profughi, che vuole essere solidale. Sono i volontari dell’associazione “Calabria per Idomeni”, e una delegazione dei volontari, guidata da Enzo Infantino, Ciro Palomba e Franco Stabile, partirà per Idomeni domenica e resterà in Grecia una settimana per sostenere le famiglie in difficoltà.

Idomeni si trova al confine tra la Grecia e la Macedonia. Sono oltre undicimila le persone accampate in condizioni molto precarie sotto ogni aspetto, da quello sanitario a quello di carattere alimentari. Prima di partire hanno voluto anche incontrare il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio e l’Assessore alle “Politiche sociali” Federica Roccisano , presente anche il Capogruppo in Consiglio del Pd Sebi Romeo, e hanno sottolineato che il loro impegno è volto a dimostrare come “la Calabria sia capace, non solo di accogliere i profughi nella nostra regione ma anche di saper portare la testimonianza di solidarietà della nostra terra nei loro posti di sofferenza”. Il Presidente Oliverio, dopo avere ascoltato come è articolato il loro compito di volontariato in Grecia, si è compiaciuto dell’iniziativa: “Con questo appassionato impegno – ha detto – fate onore alla Calabria e siete una bella immagine della Calabria positiva”.
Il racconto di Enzo infantino
Dunque, tutto è pronto per affrontare il viaggio e tornare nel campo dei profughi. “Idomeni è un inferno dove vivono accampati da tre mesi oltre 10 mila rifugiati- spiega Enzo Infantino. E’ il simbolo tragico del fallimento dell’Europa rispetto alle politiche dell’accoglienza che ha alzato reti metalliche e filo spinato infrangendo la speranza dei profughi per una vita migliore. Uomini e donne, anziani e bambini, tanti bambini, sorretti solo dalla straordinaria solidarietà dei volontari venuti da tutto il mondo. È a Idomeni che ho conosciuto la vera umanità, quella che non si risparmia in gesti di solidarietà, quella che non conosce gli ostacoli dei muri costruiti cinicamente dai potenti”.
“CalabriaxIdomeni nasce, – aggiunge – dall’incontro dalla comune esigenza umana e solidaristica di stare al fianco di chi soffre. E quando c’è un idem sentire bastano poche parole per iniziare un viaggio. È così che con Josephine, Ciro, Nicola, Francesco e Natale ci siamo incontrati. Loro da Morano Calabro e Mormanno io da Palmi, appena rientrato dalla mia prima esperienza nel campo. Il nord e il sud della nostra regione uniti da un unico obiettivo portare ai profughi l’abbraccio della Calabria solidale. Dopo pochi giorni dal nostro appello abbiamo capito che stavamo dando voce a tante sensibilità che sentivano il bisogno, anche attraverso un piccolo gesto, di offrire la solidarietà ai profughi”.
178 pacchi raccolti
 “Dalla Calabria siamo arrivati a Idomeni, – ricorda Infantino – una piccola frazione di Kilkis al confine tra la Grecia e la Macedonia a bordo di due mezzi portando con noi 178 pacchi di aiuti umanitari raccolti in poco più di una settimana in diverse realtà della regione. La nostra esperienza nel campo si è caratterizzata attraverso il contatto diretto con i rifugiati. Con loro abbiamo condiviso il lavoro di distribuzione degli aiuti umanitari, la tenda dove mangiavamo e dormivamo e il disagio provocato dalla pioggia, dalla grandine e dal vento.
Abbiamo conosciuto da vicino le loro speranze e i momenti di difficoltà interiore. Respirato come loro la polvere che si alzava dal terreno arido dei campi, prima che la pioggia trasformasse tutto in fango, la plastica che brucia per cucinare e riscaldare le notti umide e fredde.
In questi momenti si prova a comprendere lo stato d’animo dei rifugiati. Gente che è scappata dalla guerra e che ha rischiato la morte per salvare la vita. Lo sentivi dalla loro voce: no problem, dicevano quasi per scusarsi con noi per le difficoltà che incontravamo durante la giornata e che assieme provavamo a superare.Il sorriso nonostante tutto, gli abbracci continui per sostenerci a vicenda in quel luogo particolare dove la rassegnazione continua ad avere ragione sulla speranza. La maggior parte dei rifugiati di Idomeni sono curdi/siriani e poi una minoranza di iracheni e afgani. Per loro l’Europa ha deciso che non c’è nessuna possibilità di attraversare il confine Macedone. La Polizia Greca ha diffuso un documento del Ministero degli Interni con il quale si invita i profughi ad abbandonare il campo per trasferirsi in quelli gestiti dal Governo. Ma nessuno si fida perché temono di essere rimpatriati. Resistono con tenacia perché non sanno più dove andare. Nei loro paesi hanno perso tutto. Le bombe hanno distrutto le loro abitazioni. Non vogliono tornare indietro. Qualcuno non ce l’ha fatta, ha chiuso in un sacco le poche cose che aveva con se e ha fatto il percorso del ritorno portandosi dietro un profondo sentimento di delusione e di rabbia.
Siamo tornati in quattro da Idomeni, Nicola è rimasto nel campo a completare il lavoro. Abbiamo portato con noi un bagaglio ricco di umanità e di emozioni. Abbiamo capito che il nostro impegno di volontari a sostegno dei profughi non poteva finire. E’ cosi che siamo già pronti per un’altra missione”.
 “Domenica saremo nuovamente in Grecia, -conclude Infantino. Faremo sul posto gli acquisti dei beni di prima necessità sperando che la campagna di raccolta fondi vada bene. Confidiamo ancora una volta nello spirito solidaristico dei calabresi. Non lasciamo soli i profughi di Idomeni”.