Migranti, appello di Sinistra italiana per il Baobab: “Riconoscere presidio umanitario”

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sgombero Baobab experience
ph: Renato Ferrantini

“Le istituzioni dovrebbero ringraziare i volontari del Baobab anziché procedere con gli sgomberi. Oggi a Roma manca ancora una soluzione per l’accoglienza, chiediamo che questa città, come le altre capitali europee di doti di strutture adeguate, a cominciare da un hub di prima accoglienza”. È questo l’appello lanciato da Sinistra italiana e Possibile, in una conferenza stampa organizzata oggi a Roma nel presidio di Baobab experience dietro la stazione Tiburtina.

Qui anche stanotte hanno dormito 147 migranti. “Venerdì scorso dopo il tentativo di sgombero ci avevano detto che avrebbero ricollocato 30 persone, invece ne hanno sistemate solo 8 – sottolinea Andrea Costa, portavoce di Baobab experience – . Minori dichiarati non ce ne sono, ma abbiamo notizie dagli attivisti che ne stanno per arrivare molto, anche diverse donne. Quest’anno i numeri sono più alti rispetto al passato”. “Continuare a trattare il fenomeno negando l’accoglienza è un errore anche alla luce della strage di ieri a Manchester – aggiunge Costa –investire in accoglienza è il modo migliore per investire in sicurezza e per sottrarre terreno al fondamentalismo”.

“A Roma gli sgomberi sono iniziati più di un anno e mezzo fa. Oggi manca ancora una soluzione – sottolinea Stefano Fassina, deputato di Sinistra italiana – la verità è che non si vuole pender atto che questo è un fenomeno strutturale e non un’emergenza. Roma deve attrezzarsi di strutture adeguate. I volontari del Baobab svolgono una funzione di supplenza alle istituzioni. Li dovremmo ringraziare. Le responsabilità sono a tutti i livelli- aggiunge- c’è bisogno di attenzione da parte del ministero dell’interno, della regione e dell’amministrazione comunale. A Roma ci sono vari immobili abbandonati ma in nessuno è stato portato a avanti un progetto di ristrutturazione per farne un hub”. Il gruppo di sinistra italiana ha fatto richiesta ufficiale al quarto municipio per chiedere l’occupazione di suolo pubblico e per riconoscere  il presidio umanitario del Baobab. Ma ad oggi non c’è stata risposta.

“Il problema è  che manca una volontà politica – aggiunge Filippo Civati di Possibile – . Non voler veder il Baobab significa non voler vedere la realtà. Noi chiediamo che le amministrazioni cooperino a tutti i livelli”. Anche per Giulio Marcon, capogruppo di Sinistra italiana va ribadita massima “solidarietà al Baobab e a tutte le altre ong, da settimane sotto attacco, che svolgono ruolo di supplenza fondamentale”. “E’ deprecabile che a Roma non ci sia un hub per accogliere chi arriva – aggiunge – . Al governo chiediamo di mettere in campo risorse necessarie. I fondi per la cooperazione sono stati spesi per contrastare i flussi migratori. Quelle risorse vanno utilizzati per una politica di immigrazione vera e per un’accoglienza umana”. (Ec)