Arriva la regolarizzazione ma quanti sono i migranti irregolari?

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Giornata dei migranti

Il Decreto Rilancio oramai è pronto (con il via libera del Consiglio dei ministri ora passa alle Camere) e la tanto attesa regolarizzazione per i braccianti, colf e badanti è arrivata. La ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova, in conferenza stampa presentendo il decreto insieme al premier Conte, si è commossa e ha detto, da oggi, “gli invisibili saranno meno invisibili” riferendosi ai braccianti. «Oggi vince lo Stato, perché è più forte di criminalità e caporalato».

Dunque, ancora una volta, si pensa ai migranti come braccia e non come persone, e la logica che muove le cose è sempre quella emergenziale. Adesso il Governo si accorge che mancano lavoratori nelle campagne e la frutta e la verdura rischiano di marcire ed ecco che si corre ai ripari. A causa dell’emergenza Covid19 infatti migliaia di lavoratori stranieri, soprattutto dell’est, finora occupati nelle nostre campagne come stagionali, hanno fatto rientro nei loro Paesi. La carenza di manodopera stagionale è tra le 270 e le 350mila unità. 

Ben venga la regolarizzazione, che toglie dall’invisibilità tante persone, schiave dei coporali, ma sarebbe ora che l’Italia pensasse a delle politiche migratorie adeguate.

Ma quanti sono i migranti irregolari presenti in Italia?

Gli immigrati irregolari presenti in Italia secondo l’Ismu sono 562mila persone al 1 gennaio 2019 ma altre fonti, in considerazione anche dell’aumento dei dinieghi di richieste d’asilo, parlano di valori vicini alle 700mila unità per il 2019. 

Persone che molto spesso sono diventati irregolari per diversi motivi , primo fra tutti, i Decreti Salvini. 

Secondo una stima di Ispi, la cancellazione dei permessi per motivi umanitari per effetto dei Decreti in materia di immigrazione e sicurezza, voluti dall’ex ministro dell’interno Salvini, tra giugno 2018 e dicembre 2020 potrebbe innalzare il numero di irregolari fino a 140 mila unità in più. In totale, entro il 2020 il numero di immigrati irregolari presenti in Italia potrebbe superare quota 670 mila, una cifra sicuramente alta ma nel 2002 iin Italia si stimavano presenti 750.000 irregolari e ci fu una sanatoria.

Trent’anni di sanatorie

Sanatoria o regolarizzazione, nei fatti, poco cambia e l’Italia ha già alle spalle trent’anni di sanatorie a cominciare dalla legge Foschi nel 1986 che fece emergere dall’irregolarità 116mila persone, per passare alla legge Martelli nel ’90 che ne regolarizzò 215mila. Ed ancora nel 1995 per 244mila stranieri, mentre nel 1998 la legge Turco-Napolitano riguardò 217mila immigrati. Nel 2002 la “grande regolarizzazione” per 634mila persone con la Bossi Fini, ed ancora una nel 2009 (300 mila) e una nel 2012 (120 mila).

Ogni volta doveva essere l’ultima, ma sono più di trent’anni, appunto, che malgrado si siano succeduti governi di diversi colori, la politica di fatto non sembra cambiata. Urge, dunque, cambiare visione, urge pensare a canali legali per entrare in Italia, così come politiche per il lavoro pensando ad un’Italia plurale. Urge ascoltare i territori e la gente per capire che l’Italia è ormai da tempo multietnica ma ancora queste persone (basti pensare le seconde generazioni) non sono considerate una risorsa. E’ tempo di pensare ai nuovi italiani!