Anniversario visita a Lampedusa Papa: Libia inferno e lager, basta versioni distillate

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Il Papa

 La Libia è un “inferno”, un “lager” e “ci danno la versione distillata. Ma non immaginate l’inferno che si vive lì, il lager di detenzione per questa gente che veniva solo con la speranza”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della Messa per i migranti nel settimo anniversario della sua visita a Lampedusa.

È Dio “che bussa alla nostra porta affamato, assetato, forestiero, nudo, malato, carcerato, chiedendo di essere incontrato e assistito, chiedendo di poter sbarcare”, ha affermato il Papa. “Chi è alla ricerca di Dio può incontrarlo nei migranti e nei poveri e questo incontro è occasione di salvezza”, ha aggiunto Papa Francesco. “Protesi alla ricerca del volto del Signore, lo possiamo riconoscere nel volto dei poveri, degli ammalati, degli abbandonati e degli stranieri che Dio pone sul nostro cammino. E questo incontro diventa anche per noi tempo di grazia e di salvezza”, ha sottolineato il pontefice.

“L’incontro con l’altro è anche incontro con Cristo. Ce l’ha detto Lui stesso”.

“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”: cita questo versetto del Vangelo Papa Francesco per sottolineare che questo vale “nel bene e nel male! Questo monito risulta oggi di bruciante attualità. Dovremmo usarlo tutti come punto fondamentale del nostro esame di coscienza che facciamo tutti i giorni. Penso alla Libia, ai campi di detenzione, agli abusi e alle violenze di cui sono vittime i migranti, ai viaggi della speranza, ai salvataggi e ai respingimenti”.

Sono le “tante ingiustizie” del mondo a spingere le persone a lasciare le loro terre, ha ricordato il Papa, sottolineando che “falsità” e “ingiustizia” sono “un peccato da cui anche noi, cristiani di oggi, non siamo immuni”. “La Vergine Maria, Solacium migrantium, ci aiuti a scoprire il volto del suo Figlio in tutti i fratelli e le sorelle costretti a fuggire dalla loro terra per tante ingiustizie da cui è ancora afflitto il nostro mondo”, ha concluso Papa Francesco.