Accoglienza Rifugiati, Italia ultima tra i grandi paesi Ue

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Accoglienza Rifugiati

Stando ai numeri forniti da Eurostat (l’ufficio statistico dell’Unione europea) l’Italia è solo al sesto posto per numero di rifugiati accolti, con valori assoluti molto più bassi dei paesi più grandi. Ma i numeri dell’accoglienza sono ancor più sorprendenti se si guarda all’incidenza dei rifugiati sul totale della popolazione. In questo caso il nostro paese scivola, infatti, al 14esimo posto del’Ue a 28, ultimo tra le grandi nazioni dell’Unione europea esclusa la Spagna.

In base alla popolazione hanno molti più rifugiati di noi Germania, Francia e Inghilterra ma anche paesi piccoli e lontani dal bacino del Mediterraneo come la Svezia, il Lussemburgo, l’Olanda, Cipro, il Belgio e l’Olanda. A guidare la classifica, basata sull’incidenza percentuale dei rifugiati sul totale degli abitanti è invece Malta, meta come l’Italia dei flussi via mare. Qui i rifugiati sul totale della popolazione sono quasi il 2 per cento.
Ma vediamo i numeri in dettaglio. Nel nostro paese nel 2012 sono stati accolti 64.779 rifugiati (erano 58 mila nel 2011 e 56 mila nel 2010, fonte Unhcr), con un’incidenza sul totale della popolazione (60,8 milioni di abitanti) pari allo 0,1 per cento. Le domande d’asilo presentate sono state oltre 17mila, circa la metà del 2011 (quando erano state 37 mila). Rispetto a noi la Germania accoglie dieci volte tanto, arrivando a quasi 600mila rifugiati (589.737) nel 2012, lo 0,72 per cento della popolazione tedesca. Il parallelo è ancor più sorprendente se si comparano i numeri con paesi a noi vicini e che hanno più meno la nostra stessa densità di popolazione.
La Francia, che ha un numero di abitanti poco superiore all’Italia (65milioni) nel 2012 ha dato accoglienza a oltre 200 mila rifugiati (217.865) con un’incidenza pari allo 0,33 per cento: quasi tre volte e mezza i nostri numeri. Anche nel Regno Unito si registrano circa 150 mila presenze, centomila in più dell’Italia con un’incidenza pari allo 0,23. Ma a sorprendere è l’incidenza nei paesi più piccoli. A Malta che ha una popolazione di appena 417mila abitanti nel 2012 sono stati registrati 8.248 rifugiati, pari a quasi il 2 per cento della popolazione (1,97). Stesso vale per la Svezia (seconda nella classifica per incidenza sulla popolazione) che con 9,4 milioni di abitanti nel 2012 ha accolto 92.872 rifugiati e richiedenti asilo, quasi l’1 per cento (0,97) della popolazione, ovvero ben dieci volte in più dell’Italia. Anche l’Olanda, dove ci sono 16 milioni di abitanti, è riuscita ad accogliere diecimila rifugiati più di noi (74.598 con un’incidenza superiore a quella della Francia: 0,4 per cento). L’incidenza è superiore anche in Austria (0,6), Olanda (0.4), Lussemburgo (0,5), Finlandia e Irlanda. Anche Belgio e Cipro hanno un numero di rifugiati per abitanti superiore al nostro.
Tra le nazioni più grandi, invece, meno rifugiati per il totale della popolazione li ha soltanto la Spagna, che pur avendo oltre 46 milioni di abitanti si ferma a 4.510 rifugiati nel 2012, appena lo 0,009 per cento del totale. Sotto l’Italia restano, dunque, solo i paesi dell’est (Bulgaria, Romania, Ungheria, Slovacchia, Slovenia etc), e il Portogallo.
L’Italia si colloca, inoltre, al nono posto tra i paesi con il maggior numero di richieste d’asilo pendenti, (la cifra è intorno alle 12-13 mila unità). Ai primi posti si collocano ancora una volta la Germania con 21 mila unità e la Francia con quasi 16mila. Nel primo trimestre del 2013 sono state 86 mila le persone che hanno cercato asilo in uno degli Stati dell’Unione, con un aumento del 20 per cento rispetto all’anno precedente. La maggior parte provengono dalla Russia (8.435), dalla Siria (8.395) e dall’Afghanistan (5.880). Il 25,7 per cento sono minori. Nei giorni scorsi il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione diritti umani, era stato tra i primi a sostenere che la frase “ognuno faccia la sua parte” cozza con le cifre che abbiamo a disposizione. “In Francia con una popolazione pari alla nostra i rifugiati sono 4 volte tanto, in Germania hanno ormai superato le 500mila unità – sottolinea il senatore -. Noi, invece, non abbiamo ancora una legge organica sull’asilo. Difficile, con queste cifre, continuare a sostenere che l’Italia sia stata lasciato sola”. (ec)

Scritto da Redattore Sociale