Ue, oggi il Parlamento vota il Rapporto su rifugiati e flussi migratori

0
700
VALENCIANO, Elena (S&D, ES) - DROI Committee Chair; LUNACEK, Ulrike (Greens/EFA, AT)

Dopo un lungo iter in Commissioni arriva oggi pomeriggio, in seduta plenaria, in Parlamento europeo il Rapporto dei deputati Elena Valenciano (S&D, ES) e Agustín Díaz de Mera (PPE, ES) su come far fronte ai movimenti di rifugiati e migranti e il ruolo dell’azione esterna dell’UE.

Il dibattito in Aula (segui il dibattito live) e la votazione finale del Rapporto sarà un passaggio importante per l’Europa perché finalmente mette in luce la necessità di affrontare la situazione con una risposta globale e non più solo sulla sicurezza. Un cambio di visione, dunque, anche nella narrazione delle migrazioni che non devono più avere una connotazione negativa.

Si evince chiaramente dalle parole pronunciate dai due relatori: “Nel 2015, 244 milioni di persone vivevano in un paese diverso dallo Stato di nascita e, tra questi, oltre 20 milioni erano rifugiati, costretti a lasciare il proprio paese. I flussi migratori sono una responsabilità globale che richiede una risposta globale”.

La relazione sui “rifugiati e i flussi migratori” prevede il coinvolgimento del Parlamento nella conclusione e attuazione dei “partenariato per la migrazione” con i paesi terzi, oltre che una politica migratoria europea comune, basata sui diritti umani e sulla solidarietà, non più solo sulla sicurezza.

“Non possiamo limitare il tutto ai controlli di frontiera. Dobbiamo pensare ad una migliore ripartizione delle responsabilità”, insiste Diaz de Mera.

Campagna: UN “Together”

Il rapporto dei due relatori sostiene anche la campagna delle Nazioni Unite “TOGETHER” per combattere la percezione negativa dei rifugiati e dei migranti. Nonostante nel corso degli anni questi abbiano contribuito attivamente allo sviluppo socio-economico del paese ospitante, come la relazione sottolinea, si trovano oggi ad affrontare un atteggiamento sempre più ostile nei loro confronti, specialmente in alcuni Paesi.

“La migrazione costituisce un potenziale di ricchezza per molte delle società che oggi volgono le spalle a questo problema”, dice Díaz de Mera. “Abbiamo bisogno di cambiare l’attuale visione negativa della migrazione, che non deve essere vista come una minaccia, ma come un fenomeno naturale e, di fatto, necessario in Europa” insiste Valenciano, che aggiunge “Per quanto riguarda i rifugiati, dobbiamo ricordare che abbiamo un obbligo morale, ma anche giuridico nei loro confronti. Hanno il diritto di essere protetti. Tutte le forze politiche democratiche in Europa devono raddoppiare gli sforzi per spiegarlo ai nostri cittadini, se vogliamo fermare l’atteggiamento xenofobo e anti-immigrazione in aumento in molte nazioni. “

Gli sfollati e i migranti

 Migrazione internazionale: ammontava a 244 milioni di persone nel 2015, con un incremento del 41% rispetto al 2000. La migrazione si verifica soprattutto tra i paesi dello stesso continente. 76 milioni di migranti vivono in Europa e il 53% di questi provenivano appunto da un altro paese europeo. I primi tre per flusso migratorio sono: Stati Uniti, patria di 47 milioni di migranti internazionali, la Germania e la Russia (12 milioni ciascuno) e Arabia Saudita (10 milioni). Il 72% dei migranti internazionali sono in età lavorativa, mentre il 48,2% dei migranti internazionali a livello mondiale sono donne (in EU il 52,4% sono donne).

Sfollati: l’UNHCR conta circa 34 000sfollati al giorno. Nel 2015, oltre 65 milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case: 21 milioni cercano salvezza in un altro paese, oltre 40 milioni nello stesso paese. L’86% dei rifugiati nel mondo vive in zone estremamente povere. L’Europa ospita il 6% degli sfollati nel mondo. La Turchia (2,5 milioni), il Pakistan (1,6 milioni) e in Libano (1,1 milioni) sono i primi tre paesi per numero di rifugiati accolti.