Sea Watch e Sea Eye, migranti bloccati in mare da 17 giorni

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Sea Watch migranti
foto Sea Watch

17° giorno in alto mare. A bordo di Sea Watch stiamo registrando episodi di persone che rifiutano il cibo. Temiamo che il loro stato psicologico e di salute possa peggiorare sensibilmente. Non possiamo credere che tutto questo stia accadendo a poche miglia dalle coste europee”.

È l’allarme lanciato oggi su Twitter dalla nave Sea Watch 3 della Ong tedesca, che ha a bordo dal 22 dicembre 32 persone, mentre altre 17 sono sulla nave della Sea Eye. Entrambe sono al largo delle coste di Malta.

La situazione è critica ma Malta continua a dire no all’approdo e il premier Muscat è intenzionato a “non creare il precedente”.

In Italia il premier Conte si è detto disponibile ad accogliere donne e bambini ma resta lo scoglio Salvini che è fermo nel suo no, malgrado i tanti appelli all’accoglienza giunti, anche da Papa Francesco.

Ed intanto arriva la disponibilità anche da parte della Comunità Papa Giovanni XXIII. “Siamo pronti ad accogliere nelle nostre case famiglia in Germania e Olanda alcune famiglie di migranti salvate dalle navi Sea Watch e Sea Eye”, dichiara Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità “ci uniamo – continua – all’accorato appello di Papa Francesco affinchè i leader europei dimostrino concreta solidarietà”.

17 giorni in balia delle onde, del freddo e della disperazione, dunque, per queste persone bloccate a bordo della nave battente bandiera olandese.

Quando finirà questo braccio di ferro?

I governi europei non sembrano trovare un accordo per far sbarcare queste persone, e mentre si attende si spera che la situazione si sblocchi prima che degeneri.

17 giorni nel mar Mediterraneo, quel mare che dovrebbe essere di pace e di incontro. Non è la prima volta,però, che accade: a fine agosto, 177 persone a bordo della nave Diciotti della Guardia costiera italiana erano rimaste bloccate per undici giorni, per poi sbarcare a Catania dove erano ormeggiati da cinque giorni.

Sbarcate in Italia in media 46 persone al giorno

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ribadisce che i porti italiani sono chiusi ma come dice su Twitter il ricercatore dell’Ispi, Matteo Villa, “nei sette mesi di governo Conte, in Italia sono sbarcate in media 46 persone al giorno. In 16 giorni (la durata a oggi della crisi per i 49 migranti a bordo di #SeaWatch e #SeaEye) in Italia sarebbero sbarcate quasi 750 persone. Dall’inizio della politica dei porti chiusi, gli sbarchi sono diminuiti ma non si sono fermati. Succede così: se raggiungi da solo le acque italiane, c’è la scappatoia dello “sbarco autonomo”. Se vieni salvato, si tratta caso per caso. E a Malta che succede? Tra giugno e dicembre 2018, a Malta sono sbarcato 1.124 persone. Vi sembrano poche? Malta ha 460.000 abitanti. Facendo le proporzioni, è come se in Italia in sette mesi fossero sbarcate 148.000 persone”.