Sea Watch, l’appello alla politica di Ruggero Pegna

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In merito alla vicenda dei 49 migranti tratti in salvo dalle navi Sea Watch e Sea Eye, tra cui 5 donne e 7 minori, lancia un appello alla politica anche Ruggero Pegna, autore del romanzo “Il cacciatore di meduse”, storia di un piccolo migrante somalo e dei suoi amici immigrati di varie parti del mondo, che ha commosso migliaia di lettori.

“Siamo ancora all’Epifania e un Paese come il nostro, impregnato di valori umani e cristiani, non può essere indifferente a questo ennesimo dramma di migranti. Ho sentito che, dopo settimane in mare, si è disposti ad accogliere solo donne e bambini. Ma qualcuno si è chiesto se ci siano intere famiglie e gli uomini che si trovano su queste imbarcazioni siano, magari, i mariti e i papà? Questo tema non può essere trattato in modo disumanizzato, prescindendo da ogni sentimento, significato e, soprattutto, valore cristiano. Credo che la politica, su questo tema, debba lasciare spazio alle coscienze, all’umanità più autentica, a quei valori su cui si fondano la nostra cultura e la nostra storia. Si dia un senso a questa ricorrenza tanto cara a noi e alle nostre famiglie, approfittando per riflettere sui nostri stessi principi fondanti e su cosa rappresenti la famiglia per ognuno di noi, magari immedesimandoci in un giovane migrante, in un loro papà o una mamma, pieni di vita, sogni e speranze, come ho fatto io stesso scrivendo il mio romanzo. Ricordiamoci che nessuno sceglie il luogo in cui nascere, il colore della pelle, il suo stato sociale. Ricordiamoci che la Terra è di tutti, senza confini, e l’Italia è un Paese che su questi temi è stato e può essere ancora un modello virtuoso per il mondo intero”.