Islam, quando inizia il Ramadan 2018?

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ramadan 2018

Il primo spicchio di luna crescente darà il via al mese del Ramadan. Mancano pochi giorni ormai e i musulmani scrutano il cielo per capire quando inizierà il mese del digiuno.

In particolare, il nono mese del calendario islamico inizia quando la luna nuova per la prima volta è visibile e termina dopo la luna calante, quando è completamente sparita, prima che appaia la luna nuova successiva. E’ il mese nel quale, secondo la tradizione islamica, Maometto ricevette la rivelazione del Corano “come guida per gli uomini di retta direzione e salvezza” (Sura II, v. 185).

Per questo l’appuntamento con il cielo è fissato il 15 maggio 2018 per osservare la luna crescente. Dura 29-30 giorni e quindi dovrebbe terminare il 14 giugno.

Il digiuno per il Ramadan 2018

È il mese sacro del digiuno dedicato alla preghiera, alla meditazione e all’autodisciplina.  Le ore del digiuno cambiano in funzione del mese del Ramadan.  Quando il Ramadan ha luogo durante i mesi invernali occorre digiunare per 8 ore, mentre diventano 16 ore quando il Ramadan si svolge nei mesi estivi. Il pasto, che i musulmani possono consumare prima dell’alba, è chiamato Suhoor. quello dopo il tramonto, è chiamato Iftar.

Il messaggio dei Frati Minori

Commissione speciale per il dialogo con l’Islam

Ai nostri fratelli e sorelle musulmani nel mondo:

As-salaamu ‘alaykum!  La pace sia con voi!

A nome della Speciale Commissione per il Dialogo  con l’Islam dell’Ordine dei Frati Minori, è per me un grande piacere esprimervi ancora una volta gli auguri ora che iniziate l’osservanza del Ramadan. In questo mese santo voi veramente non mangiate e non bevete per Dio (swt) come richiesto dal vostro rigoroso digiuno quotidiano. Com’è scritto nel Santo Corano, prima di tutto rivelato a voi in questo mese:

“IL digiuno è prescritto a voi come  fu prescritto a quelli prima di voi, affinché voi possiate essere consapevoli di Dio (tattaqùna) … (al-Baqara2.183).

Diventando più consapevoli dell’eterna presenza di Dio e divenendo più grati a Dio il più Generoso (al-Karïm), noi possiamo tutti divenire più sensibili ai bisogni degli altri, in particolare quelli che sono privi di cibo adeguato e di accesso all’acqua potabile – e ce ne sono molti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute, più di 800 milioni di persone, ovvero 1’11 per cento della popolazione globale, non hanno abbastanza cibo per vivere una vita sana e attiva.  Quasi la metà di tutte le morti dei bambini sotto i cinque anni è dovuta all’inadeguata nutrizione. Il WHO riporta anche che 844 milioni di persone sono prive di fondamentale fornitura di acqua potabile, e almeno 2 bilioni di persone nel mondo bevono acqua da fonti contaminate che  causano malattia e morte.

Il Corano ci ricorda che è soprattutto Dio che procura acqua e cibo per sostenere l’umanità che Egli ha creato:

O umanità! Loda il tuo Dio che ha creato te e coloro che sono venuti prima di te … che fece la terra  un luogo abitabile per te, e il cielo un baldacchino, e procura acqua che cade dal cielo, producendo così frutti a tuo sostegno. (al-Baqara2.21.-22).

Ai nostri giorni, comunque, l’approvvigionamento globale di cibo e acqua è stato danneggiato dal cambiamento climatico, dalla guerra, dall’ingiusta politica economica, come anche dallo spreco e dall’indifferenza. Quest’anno siamo in particolare attenti ai nostri fratelli e sorelle di Siria, Yemen, Nigeria, Somalia e Sudan del Sud, ove i conflitti politici e l’instabilità minacciano la vita di milioni di Musulmani e Cristiani di morte d’inedia.

Nelle Scritture Cristiane, Gesù (‘alayhi al salaam– pace a Lui!) dice che ogni volta che diamo cibo e acqua all’affamato e all’assetato, è come se l’avessimo dato a lui (Vangelo secondo Matteo, 25,40). Similmente il santo Corano descrive i giusti che Dio premierà nell’Aldilà:

Essi danno cibo, per amore di Lui, al povero, all’orfano e al prigioniero (dicendo). “Noi vi diamo cibo per amore di Dio. Non desideriamo premio né ringraziamenti da voi” (al-Insàn 76,7-8).

Proprio come Gesù rimprovera con termini i più forti possibili quelli che mancano di carità (Matteo 25,41-42), cosi il Corano accusa l’umanità della sua avarizia:

Ma no! Tu non onori gli orfani, né incoraggi l’un l’altro a nutrire il povero! E divori tutta l’eredità con avidità, e ami la ricchezza con disordinato amore (al-Fajr89,17-20).

Ricordando queste parole, in tutti i secoli i sovrani delle terre musulmane, come anche le loro mogli e figlie, istituirono mense popolari vicine alle moschee e impiantarono fontane pubbliche sicché affamati e  assetati potessero essere nutriti. Nello stesso spirito, uomini e donne, francescani, in tutto il mondo continuano a essere rinomati per il loro diretto servizio ai poveri, specialmente alimentando gli affamati senza riguardo alla religione.

Ramadan è in particolare un mese quando voi nutrite gli affamati al saḥūr (sehri)sae ‘Ifṭār,  e fate l’elemosina (zakah) ai poveri. Questi atti di giustizia(ṣaliḥāt)ci spingono a fare altrettanto. Durante questo mese e in tutto l’anno, preghiamo anche se siamo affamati e assetati per il Dio Vivente  (Allāh al-Ḥayy)possiamo essere particolarmente attenti a quanti nel mondo sono affamati e assetati di cibo e di bevanda. Impegniamoci a lavorare gli uni con gli altri ad alimentare gli affamati nelle comunità e nei paesi che condividiamo come fratelli e sorelle e ad eliminare le cause politiche, economiche e ambientali della fame nel mondo. Essendo il Signore il più Generoso (al-Karīm), siamo generosi con tutti quelle con i quali condividiamo il respiro di Dio.

Insieme con i frati francescani nel mondo, vi auguriamo un santissimo Ramadan. Ramadan Mubarak! Ramadan Kareem!