Racconto/ A tu per tu con Aida Angela Loyola che vince online

0
297
Racconto/ A tu per tu con Aida Angela Loyola che vince online

Conosciamo da vicino Aida Angela Loyola, che grazie ai voti online (99)  vince la sezione Racconto, con l’opera Al di là del finestrino http://www.immezcla.it/concorso/item/661-al-di-là-del-finestrino.html, ottenendo così un bonus di 30 punti, che si andrà a sommare alla classifica finale della giuria di qualità e decreterà il vincitore finale del concorso Fabula e intreccio.

Dove sei nata?
Sono nata a Reggio Calabria da genitori entrambi filippini.
Quanti anni hai e cosa fai?
Ho venticinque anni e sono studentessa in Comunicazione,Media e Pubblicità alla IULM di Milano
Dove vivi e da quanto tempo? Come sei arrivata in Italia?
Grazie ai sacrifici dei miei genitori e al loro coraggio di abbandonare una vita che conoscevano per una piena di imprevisti, sono nata in Italia e ho sempre vissuto a Reggio Calabria. A 19 anni, dopo la maturità mi sono trasferita a Milano per continuare i miei studi.
La passione per la scrittura da quanto tempo ce l’hai?
Ho sempre avuto una passione per la scrittura e l’ho sviluppata giorno dopo giorno crescendo. Adoro proprio il rumore della penna che graffia la carta e lascia il segno indelebile di un ricordo.
Quando hai iniziato a scrivere e di cosa?
Non c’è stato un momento in particolare in cui ho iniziato a scrivere: Già alle elementari mi piaceva svolgere i temi che le maestre mi assegnavano e alle medie, alla Vittorino da Feltre, davo il mio contributo al giornalino della scuola. A 14 anni, poi, mi sono appassionata al calcio e da lì è nato il sogno di poter fondere le mie due grandi passioni, calcio e scrittura, in quella che spero un giorno sarà la mia professione: il giornalismo sportivo.
Cosa vuol dire per te essere immigrato?
Non so esattamente cosa vuol dire esattamente essere immigrato, perché non ho vissuto sulla mia pelle l’esperienza che hanno vissuto i miei. Ma lo vedo nei loro occhi, come in quello di tutte le persone che hanno avuto il coraggio di fare un passo così grande: leggo coraggio, forza interiore, dignità, grande altruismo (perché tante volte si emigra per la propria famiglia e per quella che un giorno si vorrà costruire), ma soprattutto una grande voglia di vivere.
Cosa ne pensi delle politiche migratorie italiane?
Penso che ci sia una grande confusione da parte di tutte le istituzioni, essendo un tema caldo e da “campagna elettorale”. Ultimamente vedo sempre più forze politiche cavalcare l’onda del “via lo straniero” e ottenere sempre più consensi: tutto questo è allarmante perché il fenomeno dell’immigrazione è un fenomeno che finirà con la fine dell’umanità, quindi la soluzione non può essere quella di chiudersi e barricarsi in una mentalità cosi ristretta.
Le politiche migratorie sono un grande calderone che contiene tanti elementi, dall’accoglienza di chi arriva alla sua integrazione all’interno della società italiana. I punti critici sono molti: nonostante un quadro normativo chiaramente a favore dell’accoglienza e dell’integrazione, nella realtà dei fatti molti enti non riescono ad attuare totalmente i due punti, con conseguenze pericolose sia per gli italiani che per chi arriva in Italia.
Solo quando si capirà che l’integrazione è la via del successo, si potranno avere i primi risultati.
Cosa pensi della possibilità di dare la cittadinanza italiana a chi è nato in Italia?
Sono nata in Italia, sono di madrelingua italiana ma ho dovuto aspettare il compimento dei 18 anni per presentare la richiesta di essere riconosciuta come italiana. Beh, direi che sono a favore della possibilità di concederla a chi è nato in Italia: aver vissuto buona parte della propria vita in un paese le cui tradizioni fanno parte del proprio bagaglio culturale ma non essere legalmente riconosciuti come cittadini di quel paese è strano e allo stesso tempo estraniante. Ricordo ancora con un po’ di amarezza quelle giornate in cui mia madre mi faceva alzare alle 4 del mattino per andare in questura “perché dobbiamo prendere presto il bigliettino per il permesso di soggiorno”.
Io, inoltre, nelle Filippine ci sono sempre andata solo per passarci le vacanze estive, la mia permanenza più lunga è stata di due mesi e mezzo. Tanti nella mia stessa situazione non hanno nemmeno avuto la fortuna di poterlo visitare il paese di origine dei propri genitori, per ragioni economiche o per causa di forza maggiore.
Dare la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia significa regalare quel ricchissimo patrimonio culturale di cui è dotata l’Italia a chi ha la fortuna di emettere qui i primi vagiti ed iniziare il vero processo d’integrazione.