Msna: Save the Children, necessario un piano di azione nazionale per attuare al più presto la nuova legge

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“Abbiamo il dovere di assicurare ai minori stranieri non accompagnati che giungono in Italia opportunità di inclusione sociale e il diritto di vivere una vita dignitosa. Per questo è fondamentale dare al più presto attuazione alla nuova legge che dispone misure di protezione dei minori migranti, attraverso un piano nazionale che preveda il coordinamento tra tutti gli attori istituzionali coinvolti, un sistema di monitoraggio per garantire interventi sempre più efficaci e la partecipazione attiva delle comunità locali e delle reti territoriali, tra cui comuni, scuole, associazioni, aziende e reti di volontari”.

Lo ha affermato Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children Italia, durante la prima giornata di lavori del Forum Nazionale “Proteggere, Accogliere, Crescere insieme. L’attuazione della nuova legge per i minori stranieri soli”, organizzato da Save the Children a Milano, presso la Sala Alessi di Palazzo Marino, in collaborazione con il Comune di Milano, e con la partecipazione di rappresentati delle istituzioni, organizzazioni, associazioni e alcuni minori migranti e loro coetanei italiani.

La legge che dispone misure di protezione dei minori migranti (n. 47 del 2017), di cui Save the Children è stata promotrice con la presentazione del testo di una proposta di legge nel 2013, è stata approvata dal Parlamento in via definitiva il 29 marzo ed è entrata in vigore il 6 maggio scorso. “Una legge innovativa e concreta, la prima in un’Europa ancora troppo spesso latitante, di cui l’Italia deve andare molto orgogliosa ma che ora è necessario applicare nella sua interezza, senza scorciatoie e superficialità, e con la collaborazione attiva di tutti – attori istituzionali, realtà locali, scuole, associazioni. La loro partecipazione di oggi al Forum dimostra la volontà di un’azione congiunta, grazie alla quale potremo finalmente contribuire a eliminare quegli ostacoli che impediscono a tanti bambini e ragazzi vulnerabili di trovare l’accoglienza che meritano, di essere integrati pienamente e di ricevere istruzione e opportunità concrete per costruirsi un futuro migliore nel nostro Paese”, ha proseguito Claudio Tesauro.

“In una città come Milano, aperta e accogliente – ha spiegato il sindaco di Milano Giuseppe Sala -, includere vuol dire prendersi cura di chi arriva nel nostro Paese. Si tratta di un principio universale che acquisisce ancora più valore quando si parla di minori stranieri non accompagnati, in fuga dalla fame, dalla guerra, dalle persecuzioni. Assicurare loro protezione, proporre loro percorsi formativi e un’opportunità reale di crescita personale è ciò cui il Comune di Milano sta lavorando, grazie anche all’azione quotidiana di volontari e associazioni del Terzo Settore. La legge di cui si è fatta promotrice Save the Children ha segnato una svolta. Adesso è dovere di tutti – dalle istituzioni ai cittadini – collaborare affinché si arrivi presto a un piano nazionale di attuazione. Perché il futuro di questi ragazzi dipende da noi”.

“Occasioni come quella del Forum di oggi qui a Milano, che ci vedono impegnati in un lavoro comune insieme ai rappresentanti delle istituzioni a livello nazionale e locale, alle tante organizzazioni e associazioni impegnate in prima linea e agli esperti, sono la dimostrazione che è possibile mobilitare le energie migliori per far sì che questa nuova legge sia una svolta concreta. Abbiamo la grande opportunità e responsabilità di fare la differenza in positivo per il futuro di tutti i minori soli presenti nelle nostre città e per quelli che arriveranno – ha sottolineato Pierfrancesco Majorino, Assessore Politiche Sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano.”

Tra i vari aspetti previsti dalla legge, figura la riduzione a 30 giorni del tempo massimo di permanenza dei minori nelle strutture di prima accoglienza (oggi fissato a 60 giorni) e la necessità per tutti i centri di garantire standard qualitativi. Oggi, infatti, i minori trascorrono anche fino a 6/8 mesi all’interno delle strutture, spesso in condizioni inadeguate e costretti a convivere in situazioni di promiscuità con gli adulti, e più del 16,5% di essi sono ospitati in strutture non accreditate e autorizzate.

Quanto alla nomina del tutore, figura fondamentale in grado di fare da ponte tra il minore e tutti gli altri attori che incontrerà, oggi i ragazzi e le ragazze arrivano ad aspettare in media 3 mesi dalla richiesta, con picchi di 6 mesi di attesa registrati in Sicilia. La predisposizione di un elenco di tutori volontari presso ogni Tribunale per i minorenni, prevista dalla legge, eviterà inoltre che decine se non centinaia di minori vengano assegnati a un singolo assistente sociale, il quale riceve la delega di tutore dal Sindaco o dall’Assessore alle politiche sociali del Comune dove il minore è stato collocato. A questo si aggiunge anche un richiamo all’istituto dell’affidamento familiare, da considerarsi prioritario rispetto alla permanenza in strutture di accoglienza, mentre oggi questo accade solo in rarissimi casi.

Anche l’identificazione e l’accertamento dell’età, infine, dovranno avvenire attraverso procedure uniformi su tutto il territorio nazionale e con le garanzie previste dalla legge, così come misure specifiche dovranno essere attivate per favorire l’inserimento scolastico dei minori, che negli ultimi mesi del 2016, secondo un monitoraggio di Save the Children, è risultato quasi del tutto assente in aree ad alta presenza di strutture di accoglienza accreditate, come la Sicilia occidentale e la provincia di Crotone in Calabria.

Save the Children chiede quindi un piano di azione nazionale di attuazione della legge che preveda: la creazione di una cabina di regia per coordinare e indirizzare l’attività di tutti gli attori chiamati in causa dalla legge (i Ministeri dell’Interno, del Lavoro e delle Politiche sociali, della Salute, dell’Istruzione, della Giustizia, il Dipartimento Pari Opportunità, i Tribunali per i Minorenni, le Regioni, i Comuni, l’Autorità  Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e i Garanti regionali, le associazioni); un sistema di monitoraggio per garantire interventi sempre più efficaci e l’attivazione di un percorso di formazione per tutti coloro che sono impegnati a dare attuazione alla legge; il coinvolgimento di tutte le realtà locali a cui la legge assegna un ruolo di primo piano rispetto all’accoglienza, all’affidamento familiare e ai tutori volontari.

Il Forum Nazionale, che si concluderà domani con una sessione plenaria dedicata alla sfida dell’accoglienza dei minori stranieri soli nel resto d’Europa, prosegue questo pomeriggio, a Palazzo dei Giureconsulti, con i 4 workshop paralleli nell’ambito dei quali i partecipanti saranno chiamati a lavorare e confrontarsi sui principali aspetti legati alla nuova legge: dall’affidamento familiare e dalla nomina dei tutori volontari alle nuove disposizioni in materia di accoglienza, dal diritto all’istruzione e alla sanità al fenomeno dei minori vittime di tratta, violenza e sfruttamento.