Msna, i racconti di Ahmed e Khaled nell’incontro dell’Arci

Maria Natalia Iiriti

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“Minori stranieri non accompagnati e  cittadinanza attiva” il titolo del convegno organizzato da Arci Reggio Calabria in collaborazione con Médicins du monde, presenti Ernesto Romeo del direttivo Arci in qualità di moderatore,  Irene Calabrò,  assessore comunale al bilancio con delega alla cittadinanza attiva, alla partecipazione e alla cultura, Lucia Nucera,  assessore comunale alle Politiche sociali, Welfare e Politiche della famiglia, Pari opportunità, Minoranze linguistiche, Alberto Polito, psicologo di Médicines du monde. Il cineteatro Metropolitano del Dopolavoro ferroviario ha accolto un uditorio numeroso, composto in larga parte da alcune classi degli Istituti superiori “Piria” e “Panella- Vallauri”.

Reggio città di prima accoglienza, cartina al tornasole che interpreta il flusso migratorio come un fenomeno sociale mai unilaterale: chi arriva nel nostro Paese, nella nostra città, nella nostra vita, infatti, cambia anche noi, perché ci costringe a prendere in considerazione il punto di vista dell’altro. Reggio che, nel 2017, ha accolto 1.300 minori non accompagnati, minori inseriti per alcuni mesi, minori che diventano maggiorenni e restano se ci sono le condizioni: una famiglia che li prenda in affido, un tutore volontario che li accompagni e li guidi. Si chiama genitorialità sociale, una nuova declinazione dell’affido, disposto dalla legge 47/2017, recante “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”. Anche la Regione Calabria, all’inizio della scorsa estate,  ha emesso un bando  pubblico e senza data di scadenza, al fine di selezionare tutori volontari da inserire in un elenco istituito presso i tribunali per i minorenni della Regione. Martina Marcellino e Giulia Pensabene, operatrici ARCI, hanno coinvolto alcuni rappresentanti degli studenti in un questionario sul tema della migrazione. Un’occasione per chiarire la definizione di richiedente asilo,  per spiegare la differenza  fra  CAS e SPRAR, per dire che la spesa del Governo italiano per i migranti è pari allo 0, 14% e che  il numero dei migranti nel nostro Paese è di circa 5.047.028 persone,  corrispondente all’8,3% della popolazione.

I racconti di Ahmed e Khaled

Gli studenti hanno poi ascoltato le testimonianze di due ex minori stranieri non accompagnati giunti a Reggio Calabria in uno dei tanti sbarchi.

“É meglio parlare coi migranti invece che parlare dei migranti” dice Cheick Ahmed Diabate, originario della Costa d’Avorio, sbarcato a Reggio Calabria il 24 ottobre 2016. “Tanti parlano di accoglienza, di immigrazione: in tutte e due i casi si tratta di essere umani, aprire la porta, il proprio Paese, il proprio cuore a questa gente”. La maggior parte dei minori stranieri non accompagnati hanno fra i 15 e i 17 anni.

Affrontare il mare non è niente rispetto al deserto: elenca le insidie Khaled, dal rischio di perdere l’orientamento, di affrontare la morte per disidratazione, di essere rapinati quando si è arrivati alla fine del viaggio. Ahmed accenna a vicissitudini terribili affrontate durante il percorso che dalla Costa d’Avorio l’ha portato in Italia: a breve  la sua esperienza sarà pubblicata in un libro, “Il viaggio della morte”. “Immaginate un migrante che arriva in Italia dopo aver affrontato un viaggio difficile e pieno di rischi e si sente trattare come un peso. Raggiungere l’Italia non era nei miei pensieri” chiarisce Ahmed. “Avrei preferito rimanere in Costa d’Avorio, accanto alla mia famiglia, continuare a studiare e trovare il mio posto nel mondo. Il migrante da peso può diventare risorsa”. E racconta la sua esperienza a Camini, un paesino sopra Riace, che è modello di accoglienza conosciuto in tutto il mondo. Quando Ahmed è arrivato gli abitanti di Camini erano appena cento, non c’erano negozi, nessun bar. “Quando siamo arrivati il paese stava morendo” spiega il ragazzo. “Oggi ci sono quasi trecento persone, sedici nazionalità diverse. Ha riaperto la scuola,  adesso ci sono il bar e tre negozi”. E grazie a Projects Abroad, organizzazione  inglese  di volontariato e  alla locale Eurocoop “Jungi Mundu” da circa un anno a Camini arrivano volontari da tutto il mondo.

Diversa la storia di Alagie Jallow, diciottenne proveniente dal Gambia. Orfano di entrambi i genitori Alajie  si trasferisce dapprima in Senegal presso uno zio, poi in Nigeria e, da lì, in Libia.  Un lungo viaggio che lo porta, per puro caso e molta fortuna,  fino a Reggio nel 2016. Diventato maggiorenne da poco, Alagie frequenta l’istituto “Piria” e la sua permanenza a Reggio Calabria  è garantita grazie all’accoglienza di una famiglia.

La ricerca dell’antropologa

Alla fine delle testimonianze Lucia De Marchi, antropologa  e ricercatrice free lance ha presentato il suo libro “A piccoli passi. Minori non accompagnati e cittadinanza attiva”, frutto di un capillare lavoro di ricerca che si è accompagnato ad un’esperienza di vita. La De Marchi, che da più di vent’anni  si occupa di infanzia abbandonata e in situazione di affido, ha affrontato il problema  con una ricerca sul campo che approfondisce i rapporti fra minori stranieri, istituzione scolastica, operatori di comunità e mondo del lavoro. La ricercatrice si interroga sui percorsi di cittadinanza attiva utili per i minori soprattutto in previsione del raggiungimento della maggiore età. Presentando esempi di vita vissuta, il libro di Lucia De Marchi è anche una guida per un percorso formativo che stimoli nei ragazzi una progettualità utile allo sviluppo delle proprie competenze.