Migranti. Garante infanzia: con la legge sui minori Italia apripista in Ue

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Filomena Albano Garante infanzia

“E’ stato un incontro intenso: gli eurodeputati mi hanno posto molte domande e hanno accolto con favore la legge sui Minori non accompagnati, con cui l’Italia fa da apripista nell’Unione, ma ora la vera sfida resta l’attuazione pratica. Ho tenuto anche a ribadire che si sta parlando di minori, prima che di migranti”. Cosi’ all’agenzia Dire Filomena Albano, Garante per l’infanzia e l’adolescenza, a conclusione dell’incontro con la delegazione di eurodeputati della Commissione libertà’ civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo, giunti a Roma e poi diretti in Sicilia, dove proseguiranno il tour per il monitoraggio del sistema di accoglienza e gestione dei richiedenti asilo italiano.

Albano spiega di aver sottoposto all’attenzione degli europarlamentari i punti di forza e di debolezza legati alla tutela dei minori stranieri che arrivano sulle nostre coste: “Prima di tutto ho parlato dell’istituto della tutela, con cui si possono assegnare dei tutori legali per il minore solo”.

Grazie alla legge approvata il 29 marzo scorso, che disciplina nuove regole a protezione di bambini e adolescenti che viaggiano senza le famiglie, “ora accanto ai tutori pubblici – come il sindaco – o privati – come gli avvocati – e’ stata introdotta una figura che prima esisteva solo ‘di fatto’: quella del tutore volontario, ossia il privato cittadino”. Le assegnazioni pero’ “presentano tempi ancora troppo lunghi”, il monito lanciato agli eurodeputati da Albano.

Poi, la Garante per l’infanzia ha spiegato la questione della permanenza dei ragazzi nei centri di Prima accoglienza governativi, che non rappresentano “centri di detenzione per minori, poiche’ per l’Italia- ha ribadito con forza- una pratica del genere non e’ pensabile”. Tuttavia anche qui esistono dei punti problematici: prima di tutto “i tempi per ricollocare i minori sono anche qui troppo lunghi: i ragazzi dovrebbero risiedere nei centri di prima accoglienza per un massimo di 60 giorni, stando alla legge precedente, mentre con la nuova legge sui Minori non accompagnati i tempi si riducono a 30. Ma questi tempi non sono, di fatto, rispettati”. Inoltre, a causa della difficolta’ nel ricollocare i ragazzi all’estero, o nell’operare i ricongiungimenti con i familiari o conoscenti in altri paesi, i tempi si dilatano inevitabilmente.

“Nel 2016 solo 9 ragazzi – di nazionalita’ albanese ed egiziana – sono stati ricollocati”. E dato che il trend degli ingressi e’ in crescita (nel 2016 sono arrivati 26mila minori, e nel 2017 si prevede un aumento del 20%), la Garante ha fatto ben presente la necessita’ di “porre rimedio rapidamente a tali difficolta’ organizzative”.

Tali ritardi, che costringono i ragazzi nei centri per diversi mesi, crea anche il fenomeno dei “minori irreperibili”: ragazzi che non sono disposti a restare nei centri per un periodo troppo lungo, e che quindi fuggono, “facendo perdere le proprie tracce. I tempi legali per i ricongiungimenti devono essere piu’ veloci. Inoltre, nell’attesa nei centri di prima accoglienza- ha evidenziato ancora Filomena Albano- i giovani usufruiscono di corsi di alfabetizzazione, ma rischiano di ritardare i percorsi di inserimento nei programmi scolastici, con tutte le difficolta’ di integrazione che ne conseguono”, ha concluso.