Marocco, tra i suk dopo il divieto di produzione del burqa

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vietata la produzione del burqa in marocco

Ho girato nei suk di Marrakech, ho parlato con le donne e con gli ambulanti, ho ascoltato la gente in taxi, nelle moschee per capire quali effetti ha prodotto il divieto impartito dal ministero dell’Interno di produrre e vendere burqa, già nel mese di Gennaio. Un divieto arrivato improvvisamente e comunicato dalla polizia ai commercianti e produttori, sarti e aziende di abbigliamento a dare un taglio netto alla produzione e alla vendita del caratteristico e tanto discusso indumento. Chi non rispetterà il divieto rischia la confisca della merce e la chiusura dell’esercizio.

Il popolo, la mia gente, ha accolto il divieto con molta gioia. Durante la mia permanenza in Marocco, un giorno ero su una carrozza con una sarta e due signore. Le due signore, anziane erano vestite con la tipica jellaba, tunica lunga marocchina, e un velo che copriva i capelli mentre la sarta con una abaya tipica tunica che utilizzano le donne del golfo arabo. Le signore ripetevano: ha fatto bene lo Stato ad aver abolito il burqa, io lo scorso venerdì mi sono trovata a pregare accanto ad una che indossava il burqa, ma non sai se è un uomo o una donna, io di queste non mi fido.

La reazione della donne al divieto del burqa

“Io sono una sarta di veli, di tuniche e di burqa – aggiunge l’altra donna – e produrre questi indumenti era il mio guadagno, e ho imparato a conoscere queste donne e so che sono donne che non potranno lavorare e neppure frequentare l’università in quanto per legge devi mostrare il volto, ma non sono certamente oppresse dai mariti”.

Scesi dalla carrozza, ero nella piazza del jama3 fna a Marrakech, tra ristoranti, negozi, colori di spezie, tonalità particolari, entrai in un negozio dove vendevano abbigliamento tipico, per comprare un velo berbero, non ricordavo come si chiamasse e il negoziante mi mostrò tutti i veli che aveva, tra cui il burqa e il niqab e il jiljab. Io approfittai per chiedere cosa pensasse della legge sul burqa.
Mi rispose: “Sono d’accordo con lo Stato marocchino, noi da quando abbiamo questo re abbiamo più libertà di scegliere e siamo più al sicuro. E’ meglio scoprire il volto così sappiamo con chi abbiamo a che fare, perché i tempi sono cambiati e la gente approfitta della religione per fare dei danni alla società, ai tempi della marcia verde le donne portavano tutte un velo in velluto che copriva il volto ma non esistevano questi ideali integralisti e estremisti”.
Ma al momento non c’è alcun divieto per le donne di indossare il burqa e in molti si chiedono il perché di questo provvedimento adottato dal ministero dell’Interno.

Scritto da Fatima El Amrani