Mimmo Lucano, chi è il sindaco dell’accoglienza

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Domenico Lucano, per tutti Mimmo, è il sindaco dell’accoglienza dei migranti, quello che ha portato Riace, un piccolo comune calabrese, a essere un modello costruito in più di venti anni di accoglienza ai migranti, quando i primi ad arrivare sulla costa calabrese furono i curdi. Erano gli anni Novanta e da allora Mimmo, il sindaco capatosta, non si è mai arreso ed ha sempre lottato per i migranti, per le persone, attuando anche la “disobbedienza civile”.

Adesso è agli arresti domiciliari, con un’accusa di favoreggiamento all’immigrazione, ma già da un’anno il suo operato era sotto la lente d’ingrandimento, ed aveva ricevuto l’avviso di garanzia. Era stato indagato dalla procura di Locri per abuso d’ufficio, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche proprio in relazione alla gestione del sistema di accoglienza.

Quando ricevette l’avviso di garanzia il sindaco si disse sconcertato all’Ansa: “Sono senza parole, ma per certi versi mi viene quasi da ridere perché non ho nessun bene nascosto. Non possiedo niente e non ho conti segreti. Allora ben vengano i controlli su di me e che siano il più approfonditi possibili. Da 20 anni sono in prima linea cercando di sviluppare attività collaterali per favorire l’integrazione dei migranti e la loro permanenza qui anche a conclusione dei progetti finanziati. Se vogliono fare i controlli non c’è nessun problema. Il fatto è che vedo una sorta di insistenza. Alla relazione della prefettura avevamo fatto delle controdeduzioni, che non sono state considerate, evidenziando anche che alcuni punti riguardavano più che altro le criticità del sistema di accoglienza italiano cui abbiamo cercato di sopperire proprio con i percorsi lavoro”.

In base alla prima ispezione ordinata dalla prefettura di Reggio Calabria effettuata nel luglio del 2016, sarebbero emerse alcune incongruenze sulla rendicontazione delle somme relative ai progetti di accoglienza per un valore di diverse centinaia di migliaia di euro. Le contestazioni riguardano un arco temporale che va dal 2014 al 2016.

La fiction Rai su Lucano e il libro

Il sindaco si era detto “sfiduciato e indignato con lo Stato” in seguito alla sospensione dell’erogazione dei fondi per presunte irregolarità predisposta dal ministero dell’Interno e dalla prefettura di Reggio Calabria. Lucano era stato inserito dalla rivista Fortune al 40esimo posto tra le personalità più influenti al mondo per le sue politiche di accoglienza.

La Rai ha realizzato una fiction sul sindaco di Riace, ma non è mai andata in onda: il suo ruolo è stato interpretato da Beppe Fiorello, che in questi mesi più volte ha chiesto la messa in onda, manifestando vicinanza al sindaco Lucano e a Riace.

A sostegno del sindaco, che aveva intrapreso lo scipero della fame per protestare contro la mancata erogazione di fondi destinata all’accoglienza dei migranti da parte della Prefettura di Reggio Calabria e del Ministreo degli Interni (Sprar), durante la recente estate si sono mobilitate tanti personaggi pubblici, cantanti e il giornalista Roberto Saviano.

C’è anche un libro Mimì capatosta, firmato dalla giornalista Tiziana Barillà, e ripubblicato in edizione spagnola, dove viene fatto un ritratto del ‘sindaco dell’accoglienza’ e del modello che ha sviluppato con successo nel comune calabrese.

Intanto Riace si mobilita, tutti in piazza il 6 ottobre

E se adesso il ministro dell’Interno Salvini twitta in diretta: «Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati!», c’è anche chi lo difende come Gad Lerner affida a Facebook: «Il mandato di arresto per il sindaco di Riace è uno schiaffo in faccia a chi pratica il dovere dell’accoglienza e conferma la pulsione fascistoide di cui sta cadendo preda il nostro paese. Solidarietà piena a Mimmo Lucano».

Intanto Riace si mobilita e per sabato 6 ottobre ci sarà una manifestazione a sostegno di Mimmo Lucano “Riace non si arresta”.