Immigrazione/Libro: Medin e trenta storie nel viaggio di Cesario

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Medin. Trenta storie del Mediterraneo

“Medin. Trenta storie del Mediterraneo” (Rogiosi editore, 168 pag. 18 euro), è l’ultima fatica di Marco Cesario: un libro per ricordare e far capire al lettore cosa è il Mediterraneo. Giornalista e scrittore per più di dieci anni ha navigato le rive del mare.

La porta d’ingresso di questo viaggio tra memoria e attualità è il titolo, “Medin”, un neologismo che evoca, sin dalla prima pagina, la sensazione di trovarsi dentro il Mediterraneo: in Med, in un luogo che va oltre lo spazio fisico, un luogo mentale, arricchito nell’immaginario, più ampio di quello reale e talmente ricco di storie, di voci e di contraddizioni da causare stordimento.

“Il Mediterraneo – spiega l’autore – è una piattaforma di civiltà millenarie trasformatasi negli ultimi anni in landa di desolazione. Nondimeno può ritornare a essere il luogo di fondazione di un’altra idea d’Europa e di umanità. Nuove forme di solidarietà stanno nascendo nelle società civili, penso ai migranti, ma anche l’idea che occorre fermarsi e ripensare la politica alla luce della nostra storia comune”.


Cesario fa tappa a Napoli e a Tangeri, passando per Barcellona, Istanbul e Gerusalemme e incrociando leggende e vite di uomini, narratori, intellettuali e con esse il dolore, la rabbia, l’impotenza per le questioni irrisolte del nostro Mediterraneo. Attraverso una scrittura descrittiva e fotografie in bilico tra poesia e amarezza, Marco Cesario crea un filo invisibile che lo conduce verso lo scrittore Amos Oz a Gerusalemme, la blogger Lina Ben Mhenni a Tunisi, il giornalista Gideon Levy a Tel Aviv, e poi a imbattersi nelle vicende del fotografo catalano partigiano Francisco Boix i Campo, internato in un campo di concentramento a Mathausen, di Füsun Erdogan, giornalista turca carcerata per 8 anni per i suoi articoli, e di Rami Balawi, il maestro di Gaza che non smette di insegnare storia anche sotto le bombe e la macerie dell’ultima operazione militare israeliana “Bordo Protettivo”, fino alla scoperta di luoghi-simbolo che celebrano i nuovi eroi del Mediterraneo come una piazza del XIV arrondissement di Parigi intitolata a Mohamed Bouazizi, il ragazzo di Sidi Bouzid, in Tunisia, che dandosi fuoco ha segnato l’inizio delle rivolte nel Maghreb.

Scritto da l.c.