La diversita’, diventando norma, cerca nuove modalita’ per essere raccontata

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La diversita'

Portano il loro mondo dentro le nostre case, che, nel frattempo, però, sono anche le loro di case, questo fanno gli scrittori migranti. E’ in atto, infatti, a più livelli, non solo quello letterario, un salto nell’evoluzione del nostro concepire il mondo; è come se le lingue madri non fossero più in grado di raccontare il mondo.  É come se ogni casa fosse diventata una babele. Gli scrittori migranti, sono solo l’elemento fisico più tangibile di queste trasformazioni in atto.

Tutto questo sta cambiando radicalmente il nostro modo di concepire la diversità, non più come scostamento dalla norma, ma come il normale scenario del quotidiano. Questo, in estrema sintesi, il filo rosso di tutte le storie che ci raccontano gli scrittori migranti e l’implicito messaggio contenuto nelle loro storie. Ulisse sta tornando sui suoi passi per dire al ciclope Polifemo che non lo vuole più sfuggire, per dirgli di smetterla di considerarlo come una minaccia. E lo stesso fa con le sirene e con tutti gli altri mostri cui ha dovuto sfuggire. La diversità, diventando norma, cerca nuove modalità per essere raccontata.
Tutte le caratteristiche peculiari di una data comunità stanno mutando: la religione, la lingua, la nazione, il colore, il sesso, in una parola la cultura con il suo corollario che è l’identità. Forse, la caratteristica che ancora rappresenta un baluardo per la nostra identità è la lingua madre. Ma è proprio questa ultima roccaforte che viene presa ora d’assalto dagli scrittori migranti. Così Vito Mancuso in un suo recente articolo su La Repubblica  http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-mestiere-di-pietro/?printpage=undefined: «La tradizione era la fonte di tutto, etica, diritto, politica, oltre che ovviamente religione e spiritualità. ..essa costituiva un potere generativo e gerarchizzante, da cui scaturiva un ordine che si imponeva semplicemente per il fatto di venire prima». Poi, Mancuso prosegue mostrando come l’entrata in crisi ( la perdita d’autorità della tradizione) di questo modo di vedere il mondo fosse conseguente alle scoperte astronomiche di Copernico, Keplero,Galileo e Newton. Queste scoperte sono state poi propedeutiche anche ad altre scoperte in altri campi come quella di Darwin (biologico), Marx (sociale), Freud ( antropologico). Per dirla con Mancuso, è come se con gli scrittori migranti ora questa perdita d’autorità delle tradizioni abbia cominciato a lambire anche le lingue madri.
La sostanza liquida della società di Bauman è la diversità. Non abbiamo più a disposizione le appartenenze rassicurati di un tempo. I simili stanno scomparendo, abbiamo dinnanzi solo diversi, estranei. Con la convivenza fra musulmani, ebrei cristiani, sikh ecc siamo tornati di nuovo pagani, e in ogni casa abbiamo un altare per una divinità diversa da quello del vicino di pianerottolo. La diversità, abbiamo detto, è diventata la norma; tuttavia, noi siamo ancorati alle vecchie norme, perché la diversità ha bisogno di tempo per essere metabolizzata. Lo scotto che paghiamo per questa metabolizzazione è lo spaesamento, il disorientamento. Lo scrittore migrante è uno che ha vissuto questo spaesamento o lo sta vivendo e ce lo racconta. Con lui viviamo le sue paure e esorcizziamo le nostre. La diversità, d’altronde, è sempre stata il topos delle fiabe, e queste servono, per dirla rozzamente, ad esorcizzare le nostre paure. O ad insegnarci a conviverci. L’alternativa è chiuderci a riccio o nascondere la testa nella sabbia come gli struzzi, invece di continuare ad esplorare il mondo come tutti i viaggiatori del passato. Con la differenza che a noi basta farci un giretto in metropolitana per vedere più cose di quante ne ha viste Marco Polo. Viaggiare verso la diversità sta diventando sempre più a chilometri zero. Cionondimeno non abbiamo smesso di viaggiare, perché siamo lungi dall’aver raggiunto la meta per antonomasia di tutti i viaggi, e cioè noi stessi. Questo è il sempiterno viaggio che da sempre intraprendiamo. E in questo particolare frangente storico avere sottomano (anche) un libro di uno scrittore migrante può essere di qualche aiuto.
Fonte: Sul Romanzo (  http://issuu.com/sulromanzo/docs/sul_romanzo_anno_3_n_3_giu_2013 )

Scritto da Mohamed Malih

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Paola Suraci
Giornalista indipendente. Mi occupo di Sud, di terre dove l'emarginazione ha diverse facce. Racconto storie di uomini e donne che lottano per non arrendersi, per cambiare, racconto un altro Sud che spesso non ha voce. Guardo al Mediterraneo e ai fenomeni migratori auspicando la mescolanza di culture.