Immigrazione, A Taranto uno store di abbigliamento e gli stilisti sono richiedenti asilo

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laboratorio sartoriale
Foto tratta dal profilo FB del laboratorio sartoriale

Il laboratorio sartoriale La Maison de La Mode ha deciso di aprire le porte del suo primo store di abbigliamento etnico “Abiti dal Mondo” a Taranto, il primo giorno di primavera, ma la sua storie parte da lontano e parla diverse lingue ma cuce legami solidali.

Un progetto finanziato da USAIM, realizzato da OIM Italia in collaborazione con O.N.G. Salam., selezionato e premiato nel contest Children First: Life Project Award, con l’intento di favorire l’inclusione dei minori stranieri non accompagnati, che coinvolge 10 sarti ospiti dei centri di accoglienza straordinaria dell’associazione Salam.

Ecco dunque che le stoffe colorate e pregiate provenienti dal Senegal, dal Mali e le sete indiane del Pakistan trovano forma e vita grazie alla professionalità dei sarti.

Dopo un periodo di formazione curata da Ars Formandi, con cui i richiedenti asilo hanno acquisito e rafforzato competenze di taglio e cucito, il laboratorio sartoriale ha iniziato a lavorare alle prime collezioni.

Ad oggi sono dieci i sarti di diversa nazionalità che ogni giorno crescono professionalmente grazie alla sarta modellista Patrizia Solito, e coordinati dalla direttrice creativa Ida Chiatante della Idakia Art direction&design, chiamata dall’Associazione Salam a curare l’immagine dei progetti Lmm e Abiti dal Mondo, e delle collezioni dei capi artigianali. Un progetto che inizialmente, oltre alla creazione del laboratorio sartoriale, prevedeva la vendita dei capi online  su una piattaforma di e-commerce  già attiva. Tuttavia, gli organizzatori hanno deciso di “aprire alla città”, spiega Simona Fernandez, presidente dell’associazione Salam, “per far conoscere il lavoro di questi bravissimi sarti: creare un ponte interculturale, un anello di congiunzione tra richiedenti asilo e Taranto, con l’obiettivo di tessere e rafforzare relazioni importanti attraverso la moda, intesa come linguaggio universale che unisce tutti”.

Al lavoro ogni giorno tra i tessuti pregiati c’è Lamin che arriva dal Senegal. È specializzato nella creazione di accessori, come collane, foulard, bracciali, borse e cinture. A curare la modellistica  c’è invece, Mudu anche lui senegalese. “Tutti i dieci sarti sono accomunati dalla passione per il taglio e cucito – racconta l’associazione -, passione che quotidianamente indirizzano verso la creazione di nuovi modelli pensati da Idakia”. “Finora sono state realizzate alcune collezioni – spiega la direttrice creativa Ida Chiatante -: Africanism, con capi artigianali con tessuti wax provenienti dal Senegal e dal Mali e col tessuto Bogolan, altamente ricercato in quanto prodotto con l’argilla, poi Mareamare, una capsula sperimentale presentata a Grottaglie presso il Museo Casa Vestita, e infine la collezione “Mille e una notte” di abiti con sete indiane dal Pakistan”. Capi sartoriali che hanno già avuto un certo successo, continua Chiatante. “Partecipando a iniziative ed eventi, siamo stati notati – spiega la direttrice creativa -. I nostri capi sono stati apprezzati dalla cantante Mama Marjas che li ha voluti indossare durante il video del suo nuovo singolo. Anche l’attore Michele Riondino ha voluto farci un omaggio pubblicando sulla sua pagina Facebook una sua foto con gli abiti firmati Lmm. E’ stata per tutti noi una grande emozione”