Immigrazione, El Arabi: cerco mio nipote tra le salme

0
606
Immigrazione

“Ho visto in tv il barcone ribaltarsi Il ribaltamento del barcone e subito ho pensato a mio nipote” – racconta El Arabi Abdelmonaim quando lo incontriamo sul molo del porto di Reggio Calabria, (leggi qui) mentre aspetta che sia ultimato lo sbarco per vedere se tra le 45 salme che sono arrivate c’è, per caso, anche suo nipote.

 
Aspetta con ansia, El Arabi Abdelmonaim. Ha fatto un viaggio lungo, da Milano, dove vive da undici anni, fino a Reggio con la speranza di sapere cosa è stato di suo nipote Lamhamdi Abderrazak.
“Mio nipote mi aveva detto che voleva venire in Italia – racconta – voleva venire a vivere da ma, a Milano. Ha deciso di partire in fretta, senza neanche dirlo ai genitori. Lui ha venti anni, li ha compiuti lo scorso dicembre. Aveva un diploma, un lavoro, in Marocco ma sognava l’Italia e la vita che si fa qui”. Guarda il video
“So che ha telefonato – continua – al fratello che vive in Spagna chiedendo gli mandargli subito dei soldi in Algeria, dove era arrivato, per andare in Libia ed imbarcarsi. Dopo la tragedia dell’altro giorno, mi ha chiamato un suo amico che era partito con lui. Ha detto che erano sul barcone che si è rovesciato, ma quando hanno salvato le persone, lui non ha visto tre queste mio nipote. Pensa che mio nipote era nella stiva, dentro la nave e che sia morto annegato, lì dentro”.
“Io ho subito cercato di avere informazioni, ma non sono riuscito ancora a sapere nulla”.
Piange, con pudore questo giovane uomo, con lui al porto c’è anche il responsabile del Centro culturale islamico Hassan Elmazi che racconta: “In queste ore mi stanno chiamando tante persone dal Marocco, vogliono sapere notizie dei propri cari partiti dalla Libia, di cui però non hanno più notizie. Sono tutti giovani. Mi mandano le foto su whatsapp”.