Immigrazione, Corso d’italiano per imparare a coniugare la propria vita al futuro

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Immigrazione

Coniugare la propria vita in italiano: imparare i verbi al futuro e costruire la propria storia in una terra straniera. Studiano, cercano di imparare una lingua difficile per poter meglio lavorare in Italia.

Sono donne e uomini che arrivano tre giorni la settimana a scuola d’italiano, al Centro d’ascolto per immigrati “G.B. Scalabrini” nei locali della parrocchia di “Filippo e Giacomo” in piazza S. Agostino a Reggio Calabria.
Un Centro d’ascolto che è diventato un punto di riferimento per i tanti stranieri che vivono in città e padre Bruno Mioli, insieme al parroco Francesco Mazzone, accoglie tutti.
Ci sono tre livelli di corso, completamente gratuiti, e sono molti, più di trenta, gli allievi che si alternano.
Maria, Soumia, Zohra, Loubna, Ekaterina, Ioseh li incontriamo in una mattinata già calda, alle prese con gli esercizi e con la pronuncia.
Attorno a questo tavolo c’è chi arriva dal Marocco e chi dalla Georgia, chi è arrivato con un permesso di soggiorno in tasca e chi no, ma tutti hanno nostalgia del proprio Paese.
“Sono da otto mesi a Reggio Calabria, ma in Italia da due anni – racconta Ekaterina, georgiana. Ho lasciato mio figlio di appena un anno, quando sono partita, e non c’è momento della giornata che non penso a lui. E’ difficile la lontananza, ma sono stata costretta a partire per lavorare e avere soldi per operare mio figlio che ha una grave malattia”.
Mentre parla Ekaterina, ventidue anni appena, senti il suo dolore, la sua sofferenza. “Io ho un diploma da infermiera in tasca – spiega- ma qui faccio la badante ad una persona anziana. Non è facile!”.
Soumia, invece, è arrivata da nove mesi e vuole imparare l’italiano per integrarsi meglio in città dove vive con suo marito che fa il restauratore già da nove anni a Reggio Calabria.
Maria, invece, è da sette anni in Italia, a Reggio Calabria. Lei sognava di acconciare capelli, tagliare e colorare chiome come faceva in Marocco, ma qui l’unico lavoro che riesce a fare è quello di badante. Parla bene italiano e scrive anche: “Assistere una persona anziana, malata, non è facile e si corre il rischio di perdersi in tutta quella sofferenza. Sei sempre chiusa in casa, non hai con chi parlare, è molto dura. Io ho cercato subito di creare una rete di amicizie con gli italiani, ho cercato di non chiudermi, ma è difficile vivere da straniera”.
Qui al Centro d’ascolto si incontrano, confrontano le proprie esperienze e imparano l’italiano cercando di coniugare la loro vita al futuro!

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Paola Suraci
Giornalista indipendente. Mi occupo di Sud, di terre dove l'emarginazione ha diverse facce. Racconto storie di uomini e donne che lottano per non arrendersi, per cambiare, racconto un altro Sud che spesso non ha voce. Guardo al Mediterraneo e ai fenomeni migratori auspicando la mescolanza di culture.