Immigrazione, Controlli interforze nella tendopoli di San Ferdinando

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Immigrazione

La vecchia tendopoli di San Ferdinando si riempie ancora, i migranti sono già arrivati per la stagione della raccolta degli agrumi.

In realtà, la tendopoli non si è mai svuotata e le sue tende vecchie e strappate sono ancora lì. Non sono i 1.500 del periodo più affollato, ma questa presenza preoccupa. Oltretutto sono cresciute a dismisura le baracche, molte più dello scorso anno.
Ecco che Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia provinciale, coadiuvati dall’ispettorato del lavoro, sono entrati nella tendopoli con duecento uomini per controllare e reprimere i reati. L’obiettivo è chiaro: evitare che la tendopoli continui a crescere e cercare di ripristinare la legalità in un luogo dove non esistono regole, se non quella del “più forte”. Altri extracomunitari presto giungeranno nella Piana di Gioia Tauro in cerca di lavoro stagionale e le Forze di Polizia non vogliono che possano essere attratti dalla tendopoli.
“Una strategia di prevenzione – ha detto il prefetto Michele Di Bari, nel corso di una conferenza stampa – decisa durante una riunione tecnica di Coordinamento delle Forze di Polizia, in conseguenza della registrata presenza di un maggior numero di extracomunitari nella Piana di Gioia Tauro, giunti da varie parti d’Italia in concomitanza all’inizio della raccolta agrumicola, insediatisi all’interno della tendopoli e nelle baracche abusive sorte nei dintorni nel corso degli anni. Una maggiore presenza di extracomunitari che crea inevitabilmente una situazione di sovraffollamento e quindi disagio e invivibilità, con possibili riflessi negativi anche sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica”.
“Durante il sopralluogo – ha aggiunto il questore di Reggio Calabria Raffaele Grassi – sono state identificate 686 persone; sono state controllate 208 strutture “abitative”; sono state effettuate 59 perquisizioni all’interno delle baracche e tende, 159 perquisizioni con unità cinofile,nonché 4 perquisizioni personali; sono state controllate 9 autovetture parcheggiate all’interno dell’area. Dieci extracomunitari sono stati accompagnati al commissariato di Polizia di Gioia Tauro per verificare i titoli di soggiorno e infine uno è stato espulso”.
Snocciola cifre e dati il questore Grassi e spiega che l’attività di controllo è stata anche finalizzata a controllare il traffico di stupefacenti, di prostituzione e del caporalato.
“E’ alta – sottolinea il questore – la nostra attenzione sul caporalato e molto negli ultimi tempi è stato fatto, stiamo lavorando a 360 gradi per frenare questo fenomeno e proprio per questo stiamo lavorando in stretto contatto con l’ispettorato del lavoro”.
“Controlliamo il territorio – aggiunge il prefetto Di Bari – e siamo a fianco dei Comuni e dei sindaci affinché facciano la loro parte per abbattere le baracche abusive e ritorni la legalità in ogni luogo”.
Un altro inverno sta per iniziare, la raccolta degli agrumi è già avviata e la tendopoli di San Ferdinando è ancora lì, con tutti i suoi drammi e la sua illegalità.
Più passa il tempo e più la vecchia tendopoli si riempie e sarà poi difficile smantellarla come previsto.
LA NUOVA TENDOPOLI
E già perché proprio di fronte, a un centinaio di metri, deve nascere la nuova tendopoli. Ma c’è solo la recinzione in new jersey, qualche canaletta di scolo e del terriccio misto a rifiuti. Tutto fermo, con la procura di Reggio Calabria che ha messo gli occhi su questa vicenda dopo la denuncia del responsabile della Protezione civile regionale. Almeno per ora circa 300mila euro, stanziati dalla Regione, spesi inutilmente.
Tutto doveva essere pronto per settembre, in tempo per la prima “ondata” di arrivi, quella per la raccolta delle olive, ma ad oggi ancora non c’è nulla e il prefetto – sollecitato in conferenza stampa – “spiega che non è semplicissimo, ma si sta lavorando. La vecchia tendopoli dovrà essere divelta e la nuova ospiterà chi avrà titolarità, usando criteri di legalità”.
Il progetto prevede 44 grandi tende da otto posti, una zona cottura ogni cinque tende, un modulo infermeria, uno per la chiesa e uno per la moschea, uno per il deposito e uno per la guardiania. Oltre a cinque container con bagni e docce. Costo dei lavori 60mila euro, parte del finanziamento di 300mila euro stanziato dalla Regione.