Foggia, Radio Ghetto diffonde la speranza dei migranti

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Foggia

Chissà se Mohamed, giunto dal Sudan soltanto da pochi giorni, avrebbe raccontato la sua storia ai microfoni di Radio Ghetto, chissà se quelle braccia senza storia sarebbero stati in grado di diventare persona, attraverso il racconto di una storia, la sua. Il cuore di Mohamed si è schiantato sotto il solleone di un luglio che passerà alla storia come uno dei più caldi di sempre.

Chissà, allora, da dove partiranno i racconti e le denunce di questa radio improvvisata che trasmette dal ghetto di Rignano Garganico, in provincia di Foggia, dove, da tre anni a questa parte, tanti Mohamed, Moussa, Diallo hanno l’opportunità di raccontarsi, di denunciare, di far ascoltare la loro voce, spenta dal solleone e dalla fatica. Ma, al calar della sera, la forza della parola prende il sopravvento, recupera le forze e le tante braccia del ghetto si trasformano in discorso, in racconto, in storie. Il 28 luglio basterà sintonizzarsi sulla frequenza 97.0 per ascoltare le storie dell’emarginazione, i tanti racconti di sogni e speranze che passano attraverso l’improbabile solidarietà di un ghetto costruito da case di cartone, da baracche senza acqua né luce, dove la radio, come ai tempi delle guerre, diffonde la speranza. Le trasmissioni sono partite nel 2012, con una diffusione circoscritta agli abitanti della zona, la strumentazione fornita da “quelli” di Rete Campagna in Lotta, una redazione andata in fiamme la scorsa primavera e la volontà di non fermarsi soltanto allo scandire del tempo della raccolta e dello sfruttamento. Quest’anno, sempre sulla stessa frequenza, sarà possibile ascoltare in tutta Italia, grazie a un circuito di radio locali afferenti al network di Radio Popolare, ma anche là da dove partono le storie, al di là del mare. Per questo, Radio Ghetto, in collaborazione con SOS Rosarno e Campo Io ci Sto, ha già iniziato la raccolta di radioline e batterie, per dare maggiore risonanza a questo progetto, per riuscire a realizzare il sogno di diventare Radio Ghetto Africa.
Le trasmissioni, per un mese, parleranno il francese, l’italiano, ma anche wolof, bambarà e poular, alcune delle tante lingue africane, ognuno potrà intervenire liberamente durante le trasmissioni, senza censure né silenzi. Il racconto è là per essere ascoltato, perché “farsi parola” possa essere il mezzo attraverso cui le tante storie di questo ghetto e dei tanti ghetti del sud Italia riescono ad emergere, ad essere raccontati. Un progetto di vita, per la vita, che rompe l’alea delle traversate in mezzo al mare, della resistenza alla fatica, dell’arroganza dei capibianchi e dei capineri, degli scafisti e dei caporali, le paure di chi non sa e di chi non vuol sapere, un progetto di resistenza alla vita ed ai sogni. Perché Radio Ghetto è un progetto di resistenza e, dunque, di speranza. E se la fatica, il sudore, l’angoscia accomuna i braccianti e gli immigrati, chi scappa dalle guerre e dalla fame, Lampedusa e Rosarno, Rignano e Vercelli, chi lotta per riuscire a sopravvivere, per riuscire ad insistere, c’è una piccola radio, con le manopole, come il secolo scorso, una baracca ed un bancone, tutti intorno gli odori e i sapori di radici lontane, c’è una terra che accoglie e che sfrutta e, poi, ci sono i frutti.
GOOD MORNING ITALIA, la vita è meravigliosa, nonostante tutto.

Scritto da Farida Criseo

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Paola Suraci
Giornalista indipendente. Mi occupo di Sud, di terre dove l'emarginazione ha diverse facce. Racconto storie di uomini e donne che lottano per non arrendersi, per cambiare, racconto un altro Sud che spesso non ha voce. Guardo al Mediterraneo e ai fenomeni migratori auspicando la mescolanza di culture.