A Bologna “How Many Kilometers”, 100 scatti per raccontare le storie dei migranti.

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A Bologna

Hanno lavorato fianco a fianco per un anno, incontrando migranti e parlando con loro, senza fretta e mettendo al centro la persona.

Ne è nato così un lavoro di ricerca e di immagini, scatti -questa volta- non rubati, di uomini e donne che hanno attraversato il Mediterraneo per ricominciare una nuova vita e che hanno affidato le loro storie a due giovani studenti-fotografi di Bologna: Giovanni Fabbri, 20 anni, studente di architettura, e di Giovanni Rimondi, studente all’ultimo anno al liceo classico Minghetti di Bologna.
E’ nato così “How Many kilometers“ : cento scatti che ritraggono cento profughi ospitati nei centri d’accoglienza di Bologna. Uomini, donne e bambini di Nigeria, Eritrea, Gambia, Pakistan, Mali, Siria immortalati davanti a un lenzuolo bianco. Ogni volto, ogni sorriso, ogni broncio è affiancato da un numero: sono i chilometri percorsi per arrivare sin qui. Ne nasce una specie di mappa che racconta il vissuto che ognuno si porta sulle spalle.

Il progetto

“Il nostro progetto è il tentativo di descrivere quella forza interiore – raccontano i ragazzi – che spinge popoli e persone a percorrere distanze interminabili”. Tra i centri visitati per raccogliere le storie – e gli scatti – Villa Aldini, il centro Zaccarelli, le strutture di MondoDonna onlus e quelle gestite dalla cooperativa Camelot per incontrare anche i minori. “Non è stato facile entrare né fare le foto, ma ce l’abbiamo fatta. In alcuni centri siamo tornati più volte: non abbiamo mai avuto l’ossessione del tempo. Abbiamo parlato con i ragazzi, ci siamo confrontati. Chi voleva farsi fotografare l’abbiamo fotografato, chi voleva solo chiacchierare l’abbiamo ascoltato”.
“I dati parlano chiaro e ci dicono che nell’ultimo anno sono sbarcati sulle coste italiane 131702 migranti provenienti da Nigeria, Eritrea, Gambia, Pakistan, Siria e tanti altri paesi ed è con una parte di queste persone che nasce il progetto “How Many Kilometers”.

I ritratti

“Ritratti di uomini e donne che hanno viaggiato verso l’Europa attraversando deserti, mari e svariati paesi; sono fotografie di persone che hanno intrapreso un lungo viaggio per motivi spesso differenti da quelli per i quali noi tutti viaggiamo. Il progetto è la ricerca dello sguardo di chi ha marciato per anni attraverso la sete, la fame e la prigionia, percorrendo uno a uno tutti i chilometri che danno il nome al progetto. Dentro alla cornice neutra del lenzuolo bianco si appoggiano infatti gli occhi di chi ha una storia da narrare. Sono gli sguardi che spesso evitiamo di incrociare per paura o pregiudizio camminando nelle nostre città. Ritratti di un mondo che non prende l’aereo per spostarsi, visi sui quali sono scritti come su una mappa migliaia di chilometri di strada percorsa e chissà quanti ancora da percorrere. Il progetto è il tentativo di descrivere quella forza interiore che spinge popoli e persone a percorrere distanze interminabili. E’ la ricerca dell’interiorità profonda, propria di chi viaggia per necessità, che spesso a noi si cela dietro una cortina di differenze e paure”.
Una ricerca fotografica, dunque, che i giovani autori hanno portato avanti senza alcun finanziamento e per poter alle fine allestire la mostra e far vedere quanto avevano realizzato hanno pensato bene di fare un crowdfunding e in pochissimi giorni hanno raggiunto l’obiettivo.

“How Many Kilometers” è diventato così anche un’installazione, ospitata – in concomitanza con ArteFiera – presso lo spazio Battirame a Bologna. Cinquantasei le immagini stampate, ma tutte e 100 saranno proiettate in loop in uno spazio apposito. La mostra rimarrà aperta da lunedì 30 Gennaio a sabato 11 Febbraio dalle ore 10 alle ore 17.