Migranti, brucia la baraccopoli di San Ferdinando. Una donna morta

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baraccopoli san ferdinando

 

Brucia la baraccopoli di San Ferdinando nel cuore della notte e per una giovane donna, appena trentenne, è la morte. Diverse persone sono state invece trasportate in ospedale per ustioni più o meno gravi e per intossicazione da fumo. Le fiamme hanno distrutto molte baracche e tende di fortuna e i pochi averi dei migranti.

Per i migranti che arrivano ogni anno per la stagione della raccolta delle arance l’inverno è duro e riscaldarsi con bracieri improvvissati può voler dire morte.

Nell’immediatezza, convocata dal prefetto Michele di Bari, si è tenuta una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica con la partecipazione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, Ottavio Sferlazza, dei Vertici delle Forze di Polizia, del sindaco di San Ferdinando e di rappresentanti della Protezione civile Regionale, allo scopo di esaminare i diversi profili di ordine e sicurezza pubblica.

L’incontro in Prefettura

Nel corso dell’incontro, sono state pianificate urgenti iniziative per far fronte alle esigenze degli extracomunitari interessati e il Prefetto, avvalendosi dell’ausilio della Protezione civile regionale, ha disposto l’allestimento di una cucina da campo in grado di soddisfare le primarie esigenze alimentari di almeno 500 persone e, tramite il locale magazzino C.A.P.I., la fornitura di kit igienici, sacchi a pelo e coperte. 

Come noto, si tratta di strutture abusivamente realizzate e più volte sanzionate anche con la demolizione di molte di esse. Per superare le criticità che da anni sono presenti in quel territorio, da un lato è stata realizzata una nuova tendopoli che attualmente ospita circa 550 persone ed individuata una ampia struttura che ne ospita altre 200, mentre dall’altro lato è stato nominato un Commissario Straordinario per l’area di san Ferdinando con il compito di predisporre un piano di interventi.

Sono in corso accertamenti per individuare le cause che hanno fatto propagare l’incendio. Intanto, si stanno approntando le misure per assicurare assistenza e un pronto ricovero ai migranti e sarà montata una tensostruttura ed una cucina da campo.

Potere al popolo chiede accoglienza diffusa

Duro è il comitato “Potere al Popolo” che afferma: “La tendopoli doveva essere chiusa, la tendopoli doveva essere “temporanea”: come tutte le misure emergenziali di governi che non hanno mai voluto affrontare realmente il problema, mai voluto dare reale dignità alle persone che arrivano e lavorano in questo paese e chiedono solo una vita normale e un tetto di cui pagare l’affitto.
I ghetti uccidono, non risolvono i problemi ma li peggiorano: in una regione come la Calabria, in cui oltre 50mila sono gli alloggi vuoti, sfitti, invenduti ed inutilizzati, si continuano a proporre ghetti come soluzioni “emergenziali” per tutti i tipi di povertà: questi posti, lontani dalle luci della città, diventano sempre un concentrato di disagio sociale, di assenza delle minime condizioni igieniche e umane; diventano sempre grandi business per chi deve gestirli, per la ‘ndrangheta.
Vogliamo dignità per tutte e tutti, vogliamo combattere la povertà e creare accoglienza diffusa in case vere in cui le persone possano sentirsi parte integrante della società che le accoglie, in cui sentano di poter dare un contributo produttivo e culturale che le renda dignitosamente esseri umani.